Chiuso a mezzanotte il bando del ministero. Tra i candidati anche una preside di Ronco. La palla a Galan VENEZIA Il primo vero banco di prova. La prima vera misura della forza o della debolezza del neo ministro dei Beni Culturali Giancarlo Galan. Ieri a mezzanotte sono scaduti i termini per la presentazione delle domande al posto di soprintendente del polo museale di Venezia. Galan è all'estero e si è preso almeno fino alla prossima settimana per decidere. Ma nell'aria il fermento è tangibile. I candidati sono sette. Dentro c'è anche Vittorio Sgarbi, che il predecessore di Galan, Sandro Bondi, aveva voluto e rivoluto alla guida della Soprintendenza veneziana nonostante le ripetute bocciature della Corte dei Conti. L'unico funzionario in gara in un concorso per dirigenti dove le altre sei domande sono tutti di dirigenti. Concorrono col noto critico d'arte sindaco di Salemi (e molto altro) quattro dirigenti (e storici dell'arte) Stefano Casciu (soprintendente di Modena e Reggio Emilia), Giovanna Damiani (che ha l'interim per Parma e Piacenza), Mario Scalini (soprintendente di Siena e Grosseto) e Fabrizio Vona (soprintendente della Puglia). Poi concorrono altri due dirigenti che sono entrambi due casi curiosi: Giorgio Rossini, architetto e soprintendente della Liguria, che aveva ricoperto l'incarico di soprintendente dei beni architettonici e paesaggistici di Venezia (il posto che oggi ricopre Renata Codello) e che quindi tornerebbe in laguna dopo un periodo di assenza e Giovanna Bertoldo, preside del liceo classico «Mameli» di Roma una dirigente, seppure non del ministero come gli altri. Difficile valutare quanti di questi hanno realmente interesse a venire a Venezia: la Damiani ha una bella soprintendenza, ma è un interim; Rossini potrebbe voler tornare in una realtà che conosce bene a gestire un momento delicato, con l'apertura delle Gallerie dell'Accademia e gli occhi del mondo puntati sulla laguna. Che speranze ha Sgarbi di essere nominato con un bando che esplicitamente citava le sentenze della Corte dei Conti che l'hanno bocciato? Tutto può essere ancora rimesso in gioco. E tutto, come finora è stato con Bondi ministro, ora dipende da Galan. Se il ministro si attenesse ai titoli, Sgarbi sarebbe fuori dalla rosa, perché l'altisonante titolo di «Alto commissario del ministero per i restauri della villa del Casale di Piazza Armerina» in Sicilia, non sarebbe sufficiente a farlo salire al rango di dirigente. Galan, però, potrebbe scegliere Sgarbi «a prescindere» dal bando, su sollecitazione diretta del premier Silvio Berlusconi, come si vocifera in ambienti romani. Conscio in quel caso che per uno che aveva detto di rispettare le decisioni della Corte dei Conti, questa sarebbe una scelta molto difficile da giustificare.