Il ministro Galan annuncia il rilancio del sito archeologico. Ma la città è sempre più in agonia Cento milioni di euro per rilanciare Pompei: potrebbe metterli a disposizione l'Unione Europea a fronte di un piano valido di salvataggio degli Scavi, stanziando un fondo per la messa in sicurezza delle case e per tirar fuori dai lapilli una cospicua parte delle rovine. Altri 100 milioni potrebbero provenire dal piano per gli attrattori culturali previsto per quattro regioni del Sud. Tra un mese, inoltre, stando alle promesse del ministro Giancarlo Galan, partiranno le assunzioni di 30 nuovi archeologi e 40 tecnici specializzati (che verranno attinti dalle graduatorie di concorsi già espletati, con un bando "ad hoc" che favorirà quelli campani). Il neo ministro per i Beni Culturali, in visita assieme al Governatore della Regione Campania al complesso archeologico più famoso d'Italia, prevede di portare addirittura a quota otto milioni i turisti che si recano ogni anno nel sito campano (attualmente se ne registrano poco più di due milioni), con un possibile aumento dei biglietti a 25E (!). Ma la cosa che desta maggiore perplessità è l'ipotesi di apertura all'intervento privato per quanto riguarda le opere di salvaguardia e di restauro delle case, in un modello molto simile a quello visibile in altre parti d'Italia. Potrebbe inoltre essere costituita una "Stur", una società di trasformazione urbana, in grado di attirare capitali e imprenditori. «Non mi spaventa l'intervento dei privati» dice Galan «certo mi ha scandalizzato vedere il palazzo Ducale ricoperto di manifesti, ma se le forme sono altre ben vengano». Il ministro ha poi proseguito: «Quello di Pompei non è mai stato un problema di soldi: il quadro comunitario per il sud Italia prevede risorse pari a 34,099 miliardi di euro disponibili fino al 2013. Di queste solo il 16 è stato programmato e solo il 9 speso. La Campania è in coda per quanto riguarda la gestione del piano operativo regionale del fondo sociale europeo e del fondo europeo di sviluppo regionale». A parlare più nei dettagli del piano d'intervento per Pompei ci ha pensato la soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro, che ha illustrato il funzionamento di uno scanner 3D utilizzato per il monitoraggio di alcune case, da allargare a tutta l'area degli scavi. Si dice ottimista il Presidente del Consiglio superiore per i Beni Culturali, Andrea Carandini, rientrato da poco dalle dimissioni, secondo il quale «il problema di Pompei in pochi anni sarà risolto». Il problema di Pompei, in ogni caso, negli ultimi anni non è legato soltanto all'incuria degli scavi: a fronte di un passato abbastanza recente, non si registra più quella grossa movida giovanile, e la città rasenta la desolazione già nel tardo pomeriggio (con gran parte degli esercizi commerciali e i bar costretti a chiudere le serrande). Altro problema è quello degli alberghi, che restano vuoti proprio perché la città, di sera, diventa terra di nessuno (e i turisti, per tale motivo, preferiscono alloggiare a Napoli o a Sorrento). Insomma, se il piano del ministero vuole avere successo deve tenere conto non solo degli Scavi, ma della rinascita della città: l'intervento dei privati andrebbe orientato maggiormente verso questa direzione.
Pompei non è solo Scavi
Il ministro Galan ha annunciato il rilancio del sito archeologico di Pompei con un piano che prevede l'invio di 100 milioni di euro dall'Unione Europea e altri 100 milioni dal piano per gli attrattori culturali. Il piano prevede anche l'assunzione di 30 nuovi archeologi e 40 tecnici specializzati. Il ministro prevede di aumentare i biglietti per visitare il sito a 25 euro. La città di Pompei è in agonia e il ministro ha detto che il problema non è solo quello degli scavi, ma anche della rinascita della città. Il ministro ha anche detto che l'intervento dei privati potrebbe essere utile, ma deve essere orientato verso la rinascita della città.
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