In cambio di 5 milioni su 23 destinati ai restauri l'azienda gestirà il monumento per trent'anni. Il Pd: andremo al Tar Bocciato per due voti lo stop al bando. Oggi Formigoni annuncia il vincitore Sindaco. Il leghista Marco Mariani difende l'appalto ai privati "Me ne frego se la maggioranza è risicata: faccio fatica a capire come si possa contestare un bando che dopo anni e anni di incuria garantisce il rilancio". Il rilancio di Villa Reale supera anche lo scoglio del Consiglio comunale. Ieri sera, anche se con soli due voti di scarto, la maggioranza targata Pdl-Lega è riuscita a stoppare l'ordine del giorno che avrebbe potuto costare la sospensione del bando da 23 milioni di euro (5 da parte dei privati, che gestirebbero il complesso per trent'anni) varato da Regione Lombardia per la ristrutturazione dell' ex reggia, accusato dalle opposizioni come una «svendita». Il documento, presentato da Forza Lombarda, partito di maggioranza, ha tuttavia provocato l'ennesima seduta carica di tensioni e polemiche, oltre a una frattura netta fra le forze che sostengono la giunta di Marco Mariani. Il sindaco, attaccato dall'opposizione per non essere riuscito a creare consenso, fa però spallucce e commenta: «Me ne frego se la maggioranza è risicata commenta . Faccio fatica a capire come si possa contestare un bando che dopo anni e anni di incuria garantisce il rilancio di uno dei gioielli più preziosi del nostro territorio». Nelle file del Pdl, però, non mancano i perplessi: «Ma quando si tratterà di votare il Pgt come faremo? La verità è che i mal di pancia abbondano». Il voto finale sull'ordine del giorno dice 21 a favore e 19 contrari. Inutile dire che a lungo il centrosinistra ha accarezzato il sogno di un blitz decisivo. «In ogni caso commenta Roberto Scanagatti, capogruppo del Pd è emerso in maniera netta che su questo progetto né l'amministrazione comunale, né quella regionale sono riusciti a creare un ampio consenso». Poi, una proposta: vendere per cinque milioni di euro la palazzina ex Inail nel centro storico e con quei soldi escludere il privato dal bando di gara. «Da anni la Villa è in mano a enti pubblici e per il suo recupero è stato fatto poco o nulla replica Giuliano Ghezzi, capogruppo Pdl , ma adesso sono sicuro che l'ingresso del privato rappresenterà una svolta». E il nome della società che interverrà nel rilancio del monumento sarà rivelato oggi pomeriggio alle 15 al Teatrino della Villa. L'annuncio, in ritardo di quattro mesi sulla tabella di marcia, sarà dato da Roberto Formigoni, presidente di Regione Lombardia. In ballo ci sono due colossi: la Sacaim, a cui si deve la ricostruzione del teatro «La Fenice» di Venezia, e Italiana Costruzioni, il cui nome è legato al restauro di diversi edifici religiosi come il colonnato di Piazza San Pietro. L'aggiudicazione, tuttavia, difficilmente metterà la parola fine all'iter burocratico. Un nutrito gruppo di associazioni del territorio riunite sotto lo slogan «La Villa è anche mia" hanno raccolto 12 mila firme contro il bando, molte delle quali di prestigio (Oliviero Toscani, Margherita Hack, Renzo Piano), e hanno chiesto di essere ricevuti dal presidente Giorgio Napolitano. Oggi insceneranno una manifestazione di protesta proprio davanti alla Villa e Maurizio Oliva, presidente di Italia Nostra, assicura che un ricorso al Tar è in rampa di lancio. «Attendiamo l'aggiudicazione commenta e poi valuteremo il da farsi. Crediamo che ci siano gli estremi per passare alle vie legali».