Ormai famoso e pieno di energie, un trentenne Leonardo Da Vinci fa il suo ingresso a Milano nel 1482, portando con sé una lettera di presentazione per Ludovico il Moro. In quelle poche righe il genio si descrive come «esperto di macchine da guerra, di canali, pittore e scultore». Resterà a Milano per oltre dieci anni, con la promessa di costruire una grandiosa statua equestre, tutta fatta di bronzo, in onore del signore della città. Ma non la porterà mai a termine, dedicandosi invece a qualsiasi attività attiri il suo inesauribile estro: studi sulle conche dei Navigli, sulla cura di una vigna a San Vittore e prove sul volo effettuate di nascosto nel suo studio in via Larga. Fa numerosi progetti per l'ampliamento e la ristrutturazione del Castello Sforzesco, dove organizza memorabili feste e grandiose scenografie teatrali (come per la rappresentazione de «Il Paradiso» e de «Le Dame»). E, naturalmente, dipinge: risalgono a questo periodo la «Vergine dette rocce», la «Dama con l'ermellino» e la celebre «Ultima cena». L'arrivo dell'armata francese lo obbliga ad abbandonare la città, ma vi ritornerà nel 1506, richiamato dal duca D'Amboise. In questo secondo periodo milanese realizza la «Sant'Anna con Madonna e Bambino», ma progetta anche la villa per il suo mecenate e realizza spettacolari scenografie. Da queste premesse nasce la mostra «Leonardo cittadino del mondo», ideata dal Museo dell'Arte e della Scienza di via Sella 4. Si tratta della seconda tappa di un progetto nato nell'ottobre del 2003 con la mostra «Apprezzare l'arte con gli occhi di Leonardo» e che si concluderà con «Leonardo scultore virtuale», in progettazione. «Leonardo è stato un illustre cittadino di Milano, vogliamo far scoprire le innumerevoli attività e l'impegno a cui si dedicò durante il ventennio milanese» spiega Silvia Vaschetto, restauratrice della fondazione. Eppure sono poche le opere che il «genio» riuscì a portare a termine, pur avendo a disposizione due decenni di tempo. «In fondo anche questo aspetto fa parte del suo genio».