Il responsabile del progetto per Ercolano finanziato da Packard IWallace Aldryll: meglio intervenire per tipologie come tetti o travi piuttosto che puntare su una Casa «Trovare uno sponsor non è la soluzione. È importante anche che sia quello giusto». L'archeologo Andrew Wallace Adryll, direttore della British School of Rome, master del Sidney Sussex College di Cambridge di sponsorizazioni se ne intende: è il responsabile dell'Herculaneum Conservation Project, che in 10 anni ha recuperato gli Scavi di Ercolano grazie ai finanziamenti, non meno di 12 milioni di euro, dello statunitense David Woodley Packard. Che sponsor è, invece, Packard? «E' eccezionale perché non chiede niente in cambio. I pericoli di alcune sponsorizzazioni sono chiari e, chi interviene sui beni culturali per fare pubblicità ad un marchio può avere effetti devastanti. Anche perché non sempre quello che vuole fare lo sponsor è la cosa più giusta per il sito». Com'è nato il progetto di Packard? «Dalla sua volontà di offrire aiuto in circostanze molto difficili e dalla Soprintendenza che lo ha accettato con uno spirito di vera collaborazione. In 10 anni il progetto si è evoluto, sempre alla ricerca dell'approccio vincente. All'inizio volevamo concentrarci su una Casa, poi abbiamo capito che non aveva senso puntare su un singolo sito perché alcuni problemi andavano affrontati complessivamente. Conviene fare interventi tipologici, per esempio sui tetti in cemento armato, o sulle vecchie travi, piuttosto che fare un intervento di conservazione su una intera Domus. Inoltre, abbiamo in squadra almeno 12 figure professionali diverse tra cui ingegnere idraulico, chimico e fisico per lo studio dei materiali. Packard ci diceva: "non preoccupiamoci di sbagliare, da ogni errore impareremo" ». Per Pompei si parla di manutenzione programmata con tecniche di rilievo 3D: che ne pensa? «Noi non abbiamo usato laser scanner, ma l'esame ad occhio nudo incrociato con altre informazioni. La manutenzione programmata, comunque, mi sembra una buona cosa: è la cosa che più è mancata in questi anni e nessuna delle Case di Pompei era stata fatta per durare fino ad oggi. Informatizzare l'archivio delle pratiche estinte ci ha permesso di sapere dove, quando e come erano stati fatti nel tempo i vari interventi». Perché e dove un privato può riuscire meglio dello Stato? «In tutte le procedure di appalto perché è molto più semplice, per un privato, stipulare contratti. La disciplina per le opere pubbliche, invece, è brutale. Inoltre c'è una quantità di tecnici, architetti, conservatori per fare buoni progetti, che le soprintendenze, purtroppo, non hanno». Che ne pensa dell'affido in adozione ai privati delle Domus? «Un approccio possibile, ma con molti punti interrogativi. Quanti sponsor ci vogliono per restaurare tutte le Domus? E che ritorno di immagine ne ha un imprenditore ad essere uno di tanti che ha restaurato una delle tante Domus di Pompei? Ancora: un sito sconosciuto come era la Schola Armaturarum prima del crollo, chi vorrebbe adottarlo? Vede un Packard anche per Pompei? «In Italia ancora no. Ma forse ci sarebbero tanti ricchi americani disposti a spendere, ciascuno, almeno un milione. Si potrebbe costituire un gruppo...». Servono incentivi per gli investitori, però... «Sono fondamentali. Ma già eliminare l'Iva sulle opere di conservazione del patrimonio sarebbe un passo importante: è una tassa ingiusta che porta via il 20 della cifra dello sponsor e che consentirebbe, invece, altri lavori».
Ercolano. Il segreto è guardare al contesto
Il progetto di restauro di Ercolano, finanziato da Packard, è stato realizzato grazie alla collaborazione con la Soprintendenza e con un team di esperti. Il direttore del progetto, Andrew Wallace Adryll, sostiene che è meglio intervenire su tipologie specifiche come tetti o travi piuttosto che puntare su una Casa. Il progetto ha recuperato gli Scavi di Ercolano grazie ai finanziamenti di 12 milioni di euro dello statunitense David Woodley Packard. Packard è un buon sponsor perché non chiede niente in cambio. Il progetto si è evoluto nel tempo, cercando di trovare l'approccio vincente. Il team di esperti include ingegneri, chimici e fisici.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo