Caldoro: con le domus adottate dalle aziende Il governatore rilancia il piano per il sistema di accoglienza intorno alla città degli Scavi «Far adottare ai grandi marchi le domus di Pompei per il recupero delle aree archeologiche». Il presidente della Regione Campania Stefano Caldoro, dal salotto tv di Klaus Davi rilancia l'idea per il recupero degli Scavi sulla cui realizzazione anche lo staff del ministero dei Beni culturali sta lavorando. «Oltre al recupero e alla tutela del sito archeologico - spiega il governatore a KlausCondicio - noi abbiamo il problema di come garantire, attorno ad una attrazione così importante, quel complesso di ricettività e accoglienza, oggi assente, in grado di trattenere i turisti. Si possono realizzare alberghi e ristoranti, parchi a tema in 3D, allestire un merchandising di qualità». «In questo modo - ha concluso Caldoro - è possibile passare dai 3 milioni e mezzo di turisti di oggi a cinque. E' una vecchia storia che non vuol dire che non si possa risolvere, in questo caso con l'aiuto dei privati». Portare più turisti agli Scavi. Fare di Pompei, e della vicina Ercolano, il principale attrattore di un vasto territorio che investe almeno cinque diversi Comuni, è, infatti, una vecchia idea di cui discutono da tempo anche il sindaco e gli imprenditori, soprattutto turistici, di Pompei, e che sembra diventare sempre più consistente. Un piano perla messa a punto di un sistema Pompei è anche al centro del «Patto per Napoli» stretto dal governatore con l'Unione industriali di Napoli e Aurelio De Laurentiis. C'è anche un progetto, in fase già abbastanza avanzata, che è già stato illustrato nelle sue linee principali al presidente della Repubblica Napolitano e che gli imprenditori napoletani hanno più volte discusso con il capo di gabinetto del ministero dei Beni culturali Salvo Nastasi. Tre gli obiettivi sui quali lo staff tecnico di Palazzo Partanna sta lavorando - di concerto con il ministero per i Beni culturali, con quello per gli Affari regionali, con la Regione Campania e con l'Anci -: assicurare accessibilità, accoglienza e legalità al territorio in cui Pompei è, e deve continuare ad essere, il principale attrattore turistico. Si tratta dunque di un modello gestionale che dovrebbe consentire, mettendo a sistema tutte le componenti, anche esterne agli Scavi, di attrarre, se non gli 11 milioni auspicati martedì a Pompei dal ministro Galan, almeno gli otto milioni di turisti cui punta il governatore, e nuove opportunità di lavoro per il territorio. Nato come un piano imprenditoriale di investimenti, il progetto non si occupa, dunque, di interventi di restauro e ristrutturazione delle Domus. «Le Case potrebbero essere date in adozione agli imprenditori napoletani e campani»: l'idea lanciata qualche tempo fa da Diego Della Valle, riproposta a Pompei dallo Stesso Galan e rilanciata ieri dal governatore. Ma se chi investe al di fuori del sito in progetti di valorizzazione può e deve immaginare degli introiti, chi finanzia un restauro agli Scavi deve farlo per puro mecenatismo: è questo il messaggio, chiaro, lanciato proprio a Pompei dal ministro e dal governatore.