Obiettivo 2019. Dall'Unesco un appello per sgravi fiscali sui restauri VENEZIA «L'Associazione dei Comitati Privati Internazionali per la Salvaguardia di Venezia, interprete dell'opinione pubblica mondiale attenta alla qualità d'uso della città, esprime il suo convinto appoggio alla candidatura di Venezia come Capitale Europea della Cultura. Si ritiene che l'essere Capitale Europea della Cultura rappresenti un'occasione imperdibile di promozione di un uso compatibile di Venezia e di rivitalizzazione dell'interesse internazionale per la città» Questo il testo della lettera, a firma del presidente Umberto Marcello Del Majno, inviata lo scorso 4 aprile al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan, al sindaco Giorgio Orsoni, alla direttrice dell'Unesco Irina Bokova e al vice direttore generale per la cultura dell'Unesco, Francesco Bandarin. L'associazione a cui aderiscono 25 comitati di dieci diverse nazionalità, l'ultima in ordine di tempo quella giapponese, è sicuramente in grado di svolgere un'azione di promozione a livello di opinione pubblica internazionale. Tanto più che questi "foresti" si sentono orgogliosi di essere, a tutti gli effetti "veneziani". Fare di Venezia nel 2019 un palcoscenico diffuso, in cui tutto il mondo rappresenti il meglio riguardo il settore dell'arte, del teatro e della danza, significa promuovere un turismo colto e qualificato. Nell'ottica di una rivitalizzazione non solo fisica ma anche sociale della città. Per incentivare l'azione dei privati occorrono, però, secondo Umberto Marcello Del Majno, anche provvedimenti giuridici. «È assurdo che un privato o un'associazione privata che già finanzia di tasca propria un restauro venga anche penalizzato con la richiesta del pagamento dell'Iva (10 per gli edifici; il 20 per le opere mobili). E' evidente il riferimento alle recenti vicende del Ponte di Rialto. «Per questo la nostra associazione aveva chiesto che la nuova Legge Speciale per Venezia inserisse una clausola per l'esenzione dall'Iva. Finora la risposta è stata negativa, ma non ho ancora perso la speranza».