Il Sindaco Orsoni: «Stiamo ancora aspettando i finanziamenti dallo Stato» VENEZIA «Semplice non abbiamo risorse». Giorgio Orsoni non si lascia scappare la triste battuta. E poi affonda il coltello: «Episodi come questo - chiarisce il primo cittadino - sono solo un ulteriore campanello d'allarme. Del resto aspettavamo legittimamente i finanziamenti della Legge speciale già altre volte annunciati, ma come è noto, non abbiamo visto neanche un centesimo». Insomma, ancora una volta la fragilità della città mette a nudo l'assenza di finanziamenti statali. E ancora una volta Venezia rimane appesa al filo degli annunci drammatici e delle promesse mancate. «Noi cerchiamo di fare il possibile - sembra quasi allargare le braccia il sindaco - ma è evidente che non avendo alcun trasferimento dallo Stato in base ad una Legge, come quella Speciale ancora vigente, poco possiamo fare. Il caso del Ponte di Rialto non è nient'altro che un ulteriore segnale di garantire una manutenzione urbana adeguata. Il governo dovrebbe tenerne conto e non dare nulla di risolto, anche in presenza di un nuovo provvedimento di Legge speciale, che allo stato attuale, deve ancora diventare tale». Velata polemica. Ma al di là di questo Orsoni ci tiene a ribadire che Rialto, pur avendo più di qualche acciacco, gode di una salute stabile. E non c'è nemmeno il rischio che ci siano ripercussioni per il traffico pedonale su Rialto. «Sarebbe fantascienza...E evidente che sono necessarie nuove risorse - chiarisce ancora - Noi riusciamo ad arrivare dove possiamo con mezzi ordinari. Ci batteremo per nuove risorse, anche, e se possibile, con nuovi sponsor. Ma va detto che non c'è solo il Ponte di Rialto, tante altre aree cittadine sono in grave dissesto. Che dovremmo dire del Ponte della Zecca, peraltro di competenza demaniale, che attende un restauro da anni? E l'area degli ex Giardinetti Reali?». Sull'argomento è intervenuto anche l'assessore ai Lavori pubblici, Alessandro Maggioni: «Purtroppo quanto accade al Ponte di Rialto è nella realtà dei fatti. Quanto è avvenuto non è l'espressione di un atto incivile legato quindi ad un problema di tutela e sicurezza del manufatto, ma solo l'assenza di finanziamenti adeguati al recupero urbano della città. Chiunque dica il contrario si presterebbe solo ad una mera strumentalizzazione». In ogni modo, proprio su Rialto, Maggioni annuncia un prossimo intervento alla fondamenta che "regge" il ponte in riva del Vin, all'altezza della sede del Magistrato alle Acque. «Si tratta di un primo intervento di messa in sicurezza della riva per un importo complessivo di 500 mila euro. Noi alla nostra città ci pensiamo ma con le risorse che riusciamo a raggranellare».