Dalla preistoria all'età moderna: per conoscere i nostri «tesori» Turisti d'epoca. Passeggiano tra reperti dell'antico Egitto, fanno un salto tra i resti del periodo romano per poi terminare il loro viaggio nell'età moderna. Il tutto senza muoversi da Parma. Sono migliaia gli studenti, delle scuole di Parma e provincia, che durante l'anno accademico 20102011 hanno partecipato al progetto sperimentale «A scuola nei musei: dalla preistoria all'età moderna». Un viaggio a trecentosessanta gradi, per conoscere e valorizzare il patrimonio archeologico, storico, artistico e monumentale del nostro territorio. L'iniziativa - realizzata in collaborazione tra la Galleria nazionale, il Museo archeologico nazionale e la Fondazione Cariparma, a seguito di una convenzione con la Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell'Emilia Romagna - ha «tirato le somme» ieri mattina, con un incontro organizzato a Palazzo Bossi Bocchi, sede della Fondazione Cariparma. «Un bilancio assolutamente positivo - ha dichiarato Giovanna Damiani, soprintendente per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici di Parma e Piacenza -. Possiamo dirci del tutto soddisfatti di questa iniziativa che si chiuderà tra qualche mese, volta a far scoprire il nostro territorio in tutte le sue forme culturali». Ed è proprio per il successo raggiunto che il progetto - che ha coinvolto già 748 classi, di ogni ordine e grado, a partire dalla terza elementare fino alle scuole superiori - sarà riconfermato e ampliato anche per il prossimo anno scolastico. A partecipare alla nuova edizione saranno anche la Biblioteca Palatina e il Museo bodoniano di Parma. L'iniziativa, che nasce per sviluppare nelle giovani generazioni la passione e la conoscenza della storia, punta anche a stimolare una maggiore frequentazione di quelli che sono i «piccoli mondi» di epoche passate: i musei. «E' importate rivolgere progetti di questo tipo ai giovani di oggi che rappresentano il nostro da mani - ha spiegato Carlo Gabbi, presidente della Fondazione Cariparma -: è a loro che va tutta la nostra attenzione se vogliamo assicurare al patrimonio culturale del nostro territorio un futuro concreto». E concreti sono stati soprattutto i percorsi messi a disposizione dei piccoli «turisti»: dalla preistoria fino all'età moderna, con diversi approcci e chiavi di lettura pensati secondo le esigenze e il grado di conoscenza degli scolari. «L'obiettivo è anche quello di rendere i musei e i luoghi d'arte meno "noiosi" agli occhi dei ragazzi - ha continuato Filippo Gambari, soprintendente per i Beni archeologici dell'Emilia Romagna -. Un'iniziativa che risulta ancora più importante considerando il periodo di "apnea" che sta vivendo la cultura: progetti come questi ci permettono di continuare a investire nella cultura e nei giovani, il futuro del nostro paese». A fargli eco anche Antonino Libro, responsabile dell'Ufficio valorizzazione della direzione regionale dei beni culturali e paesaggistici dell'Emilia Romagna, che ha ribadito il valore dell'iniziativa.