Tornano a splendere gli affreschi delle catacombe di San Gennaro Il cardinale Sepe: «Bellezza e cultura fanno grande la città» Cerula e San Gennaro, la prima donna sacerdotessa e il martire della fede: un insolito binomio. Che ieri sera ha visto oltre seicento giovani con il cardinale di Napoli Crescenzio Sepe accorrere alle catacombe dedicate al Santo Patrono. «Perché - dice Sepe - San Gennaro è 1a speranza di Napoli, e la bellezza e la cultura possono ritornare a fare grande la nostra città». L'occasione è stata la presentazione di alcuni restauri e il posizionamento nel pianale del tempio di Capodimonte della testa di San Gennaro dell'artista Lello Esposito: una testa bronzea alta quattro metri per quindici quintali di peso, la più grande in assoluto dedicata al Patrono. «Gli occhi aperti di San Gennaro - dice l'arcivescovo ai giovani - da oggi veglieranno sulla città e daranno senso al nostro vivere. Ispiratevi a lui: state sempre ad occhi aperti, Gennaro, amico, fratello, compagno vi guidi a superare le difficoltà, a non avere paura e a vivere nella legalità». L'appello dell'arcivescovo è alla salvaguardia dell'immenso patrimonio della città. «Insieme possiamo rinnovare la città e farle ritrovare il suo volto antico di capitale della cultura». Grazie al progetto, promosso dalle Catacombe di Napoli e dalla Diocesi partenopea, è stato infatti possibile il recupero di quattro capolavori, con il prezioso contributo dei privati. A cominciare dallo splendido affresco di Cerula, scoperto nel 1977, ma restaurato e presentato ieri sera nell'ambito della campagna «Adotta il restauro di un'opera della Sanità», dal significativo slogan «Se resti a guardare, presto non ci sarà più nulla da vedere». Il progetto ha già permesso di recuperare, grazie all'instancabile don Antonio Loffredo, direttore delle Catacombe, oltre alla sacerdotessa Cerula («adottata» dai Giovani imprenditori, dell'Unione industriali e dai giovani dell'Acen e del Ugdg di Napoli) anche di un altro affresco che raffigura San Paolo. L'immagine del santo, in realtà, si trova nell'arcosolio di Cerula ed è riemersa inaspettatamente sotto uno spesso strato di calcare e pietre. Grazie al restauro è possibile ammirare questa antichissima raffigurazione del santo in posizione benedicente con tunica bianca e manto ocra. Partito anche il restauro di un'altra donna, Bitalia, un arcosolio con particolare a lunetta che ritrae a mezzo busto la defunta in versione orante e con i codici evangelici tra le mani. L'affresco risultava molto alterato da un intervento precedente. L'attuale restauro è stato sostenuto dall'associazione Art Raising. Infine il procuratore generale della Repubblica Vincenzo Galgano ha deciso di sostenere il restauro di San Gennaro del IX secolo, «rinunciando ai suoi doni come procuratore», spiega. Il patrono è rappresentato come vescovo con tunica gialla, casula rossa, pallio bianco ed evangelario nella mano sinistra insieme ad un monaco benedettino. L'affresco era stato completamente danneggiato dal fumo nero delle lanterne. Durante un restauro precedente intorno agli anni '70, poi, era stato staccato dalla parete rocciosa e messo su un sopporto mobile, ma dimenticato in un cubicolo. Sulla tomba del santo il cardinale fa una lunga sosta in raccoglimento. Poi prosegue per incontrare gli oltre seicento giovani e nella basilica di San Gennaro extra moenia c'è un momento di preghiera con i giovani, in preparazione alla Giornata mondiale di preghiera che si terrà ad agosto a Madrid. I ragazzi riflettono, grazie ad un video, sulle croci a cui sono inchiodati oggi: c'è la guerra, la povertà, la persecuzione politica e religiosa, l'esclusione dall'handicap, la disoccupazione.
Napoli. Catacombe, recupero per il Giubileo
Ieri sera, oltre 600 giovani hanno assistito alla presentazione di restauri alle catacombe di San Gennaro a Napoli. Il cardinale Crescenzio Sepe ha sottolineato l'importanza della bellezza e della cultura per la città, affermando che San Gennaro è la 1a speranza di Napoli. Il cardinale ha anche presentato una testa bronzea di San Gennaro, alta 4 metri, realizzata dall'artista Lello Esposito. L'arcivescovo ha chiesto ai giovani di essere sempre ad occhi aperti e di non avere paura per superare le difficoltà. Il progetto di restauro ha permesso di recuperare quattro capolavori, tra cui lo splendido affresco di Cerula e un'altra donna, Bitalia.
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