Legambiente denuncia in un dossier il degrado dei siti italiani riconosciuti dall'Unesco. Così il nostro Paese è incapace di difendere e valorizzare opere e luoghi di straordinaria bellezza Roma è assediata dal traffico, Napoli dai rifiuti, Matera è nelle mani di abili speculatori e a Pompei regna l'abusivismo edilizio. Oltre la metà dei siti classificati dall'Unesco come beni patrimonio dell'umanità è afflitta da situazioni critiche più o meno gravi che ne mettono a repentaglio il futuro. In occasione della Settimana della cultura Legambiente richiama l'attenzione sui mali di luoghi e opere uniche al mondo. Nel dossier Unesco all'italiana l'associazione ambientalista denuncia l'atteggiamento lassista di un'Italia che abbandona i propri tesori al fato, senza fondi per il mantenimento e a volte senza alcun tipo di cura. Legambiente chiede che il riconoscimento attribuito dall'organizzazione delle Nazioni Unite sia valorizzato meglio e non rimanga solo sulla carta come spesso avviene. «L Italia ha la fortuna di custodire un patrimonio di arte, cultura e storia unico e irriproducibile, che incarna la nostra stessa identità nazionale - dice Rossella Muroni, direttore generale di Legambiente - ed è molto doloroso constatare, in molti casi, la totale incapacità di tutelarlo e valorizzarlo come grande ricchezza culturale e anche come chiave di uno sviluppo nuovo. Parliamo di monumenti e luoghi simbolo del nostro Paese, famosi in tutto il mondo, che rappresentano in un certo senso anche l'unione dell'Italia di cui quest'anno ricorrono i 150 anni. Un patrimonio per l'intera umanità che, una volta riconosciuto come tale, viene lasciato nell'abbandono, alla mercé di auto, inquinamento e nuovi edifici, figuriamoci - aggiunge il direttore di Legambiente - che ne è dei beni cosiddetti minori, quelle migliaia di chiese, opere d'arte e monumenti che costellano ogni angolo della penisola e di cui ci occupiamo da anni con la campagna Salvalarte». Dei quarantacinque siti Unesco italiani più della metà (23) sarebbe in sofferenza. Tra questi ci sono beni paesaggistici unici al mondo come la costiera Amalfitana, dove dilagano abusivismo edilizio ed emergenza rifiuti; le isole Eolie, paradisi della natura forgiati dal vento e dal fuoco quotidianamente minacciati da interessi speculativi e ipotesi di nuovo cemento; il parco nazionale del Cilento assediato dall'illegalità edilizia; la laguna di Venezia, un sistema fragilissimo insidiato dall'erosione, l'inquinamento marino, le acque alte e la pesca abusiva. In pericolo anche aree archeologiche di straordinario interesse come Agrigento, Siracusa e la necropoli rupestre di Pantalica, le necropoli etrusche di Cerveteri e le famosissime Pompei ed Ercolano che lottano quotidianamente contro il degrado, l'emergenza crolli, i rifiuti, gli abusi edilizi e la scarsità di servizi. Tra i principali mali che incombono sui siti Unesco italiani, Legambiente segnala automobili e traffico, una vera spada di Damocle sulla testa di molti posti straordinari come i Sassi di Matera dove il recupero e la rivitalizzazione degli antichi rioni è ferma da tempo mentre si progettano nuovi parcheggi, oppure i centri storici di alcune delle più importanti città d'arte del Paese come Roma, Napoli, Verona, Siena e Urbino: m u -sei a cielo aperto, soffocati da smog, veicoli ovunque e inquinamento, dove si progetta e si realizza il nuovo senza interessarsi troppo di quello che esiste da secoli. «Il recupero e della valorizzazione dei beni culturali pub diventare l'asse portante di un diverso sviluppo del turismo - conclude Rossella Muroni - che porta lavoro e benessere e al tempo stesso promuove l'attenzione e l'amore degli italiani verso i tesori d'arte. Un Paese civile non pub lasciare che simili tesori scompaiano sotto l'ombra del degrado, sono un patrimonio dell'umanità sempre e non solo quando devono candidarsi a entrare nella lista Unesco». Amalfi L'abusivismo che sta devastando giorno dopo giorno la costiera fa coppia con il dissesto idrogeologico che porta spesso tragedie e lutti. Matera I finanziamenti pubblici per il recupero degli antichi rioni sono finiti da tempo e la longa manus degli speculatori sta prendendo il sopravvento. Siracusa Nel periodo estivo l'area è colpita da incendi devastanti causati dall'assenza di coordinamento tra le istituzioni coinvolte e dalla mancanza di personale. Isole Eolie In assenza di politiche di salvaguardia crescono gli interessi speculativi e cementificatori. Il piano di gestione del sito Unesco è rimasto sulla carta. Venezia Acque alte, erosione dei fondali, monocultura del turistico e pesca abusiva: è questa la pericolosa concatenazione dei problemi che affligge la città storica. Matera. L'abusivismo edilizio ha raggiunto cifre da record. Su oltre 2500 ordinanze di demolizione emesse dal 1988 ad oggi solo 10 sono state eseguite.