L'AQUILA. La gioia per il recupero di San Bernardino. Ma anche la rabbia e l'impotenza per il mancato arrivo dei fondi necessari per poter mettere in cantiere altri interventi. Di questo ha parlato l'assessore comunale Vladimiro Placidi, nel giorno della presentazione alla città dei lavori in corso alla basilica di San Bernardino. «Abbiamo l'intero patrimonio artistico e architettonico in condizioni disastrose. Il recupero di San Bernardino e delle Anime Sante» ha detto «è un fatto certamente positivo, ma il mio compito è quello di parlare delle cose che non vanno. E qui siamo costretti a contarne troppe. Quello dei monumenti è un problema di identità nazionale, l'Italia qui si gioca la faccia. Il problema dei beni culturali non è stato affrontato come in altri terremoti. In Umbria dopo otto mesi c'erano già linee di finanziamento dedicate, il decreto Abruzzo è carente e non adatto a questa governance. Oggi è necessario correre ai ripari. Questa basilica è uno dei simboli più cari alla città, ma ciò non può bastare. Ci sono soldi non spesi, si tratta di alcune centinaia di milioni, che il Ministero potrebbe assegnare all'Aquila. Non esiste solo Pompei. Non voglio rovinare questa giornata di festa, ma L'Aquila rischia di diventare una moderna Pompe ». E tra i tanti interventi di recupero ancora tutti da progettare, c'è anche quello del complesso conventuale di San Bernardino che potrebbe diventare un polo culturale importantissimo. Oggi, intanto, sarà possibile visitare la basilica e salire sulla cupola.