A lanciare l'allarme è Legambiente nel dossier "Unesco all'italiana»: dei 45 siti italiani riconosciuti dall'Unesco, 23 sono afflitti da situazioni critiche. «In difficoltà» la costiera Amalfitana, le isole Eolie, il parco del Cilento, la laguna di Venezia, le aree archeologiche di Agrigento e Siracusa e le necropoli di Pantalica, Cerveteri nonché Pompei ed Ercolano. E poi i Sassi di Matera e i centri storici di Roma, Napoli, Verona, Siena e Urbino. Lo sviluppo urbanistico eccessivo è l'incubo di Assisi e di altri siti francescani, del villaggio industriale di Crespi d'Adda e dei Sacri Monti della Lombardia. Incuria per la Villa del Casale a Piazza Armerina, Villa Adriana a Tivoli, Castel del Monte, i monumenti paleocristiani di Ravenna, la Reggia di Caserta e le residenze sabaude. E andrebbero protette anche le migliaia di chiese, opere d'arte e monumenti della Penisola.