A pensarci bene, quella di ieri mattina in San Pier Scheraggio, agli Uffizi, poteva essere un'ottima occasione per inaugurare le nuove sale dei pittori stranieri che - prima o poi, ma ancora non è ben chiaro quando - rappresenteranno la prima vera acquisizione di spazi espositivi dei Nuovi Uffizi. Insomma, è stata un'occasione mancata; ma ciò niente toglie al prestigio e al fascino dei due nuovi restauri di opere alla Galleria degli Uffizi presentati in occasione della "13a Settimana della Cultura": il primo dei Santi Giovanni Evangelista e Francesco di El Greco, l'altro dell'Autoritratto di Velazquez. Le due opere rimarranno esposte nell'aula San Pier Scheraggio fino al 17 aprile, durante l'orario di apertura del museo. Il restauro sul dipinto di EI Greco, con il quale è stata recuperata la cromia dell'opera, è stato condotto dall'esperta Lisa Venerosi Pesciolini, sotto la direzione di Francesca De Luca. L'intervento sul!' Autoritratto di Velazquez (l'unico dipinto che agli Uffizi aveva subito danni con l'alluvione del 1966, in passato già risanato) è consistito in una pulitura che ha rimosso antiche riprese: a questo intervento ha lavorato l'abile Rita Alzeni sotto la direzione di De Luca e Antonio Natali, direttore della Galleria. Entrambi gli interventi sono stati condotti proprio nell'ambito del riallestimento delle nuove sale dei pittori stranieri per i Nuovi Uffizi, di prossima (speriamo) apertura: nell'attesa, l'opera di Velazquez sarà ospitata nel Corridoio Vasariano dove praticamente la potranno ammirare pochissimi visitatori. Per Natali si tratta di «due restauri straordinari che però sono solo gli apici di un'attività ordinaria svolta con i finanziamenti dello Stato.. «Le attenzioni dedicate a due giganti della pittura europea come El Greco e Velazquez - ha aggiunto Cristina Acidini, soprintendente per il Polo Museale fiorentino - sono, una volta di più, testimonianza della valenza internazionale del collezionismo mediceo e fiorentino»; infatti se il dipinto di El Greco è entrato a far parte degli Uffizi solo negli anni Settanta, il bellissimo autoritratto venne acquisito dal penultimo Granduca mediceo, Cosimo III.