La Soprintendente Cinquantaquattro «Dopo anni si lavora in continuità buon segnale la visita del ministro» Teresa Elena Cinquantaquattro, prima soprintendente con incarico stabile dopo commissariamenti e reggenze ad interim, arrivata a Pompei a gennaio, parla di «un certo ottimismo». «Sono lieta - dice - che il ministro abbia voluto, come uno dei primi atti del suo nuovo incarico, venire a Pompei per rendersi conto personalmente dei problemi del sito. L'arrivo di nuove risorse e di nuovi funzionari tecnici è un buon segnale». Il ministero ridisegna un ruolo centrale per la Soprintendenza: ci sono gli strumenti per farlo? «Considerati i numerosi cambiamenti che la Soprintendenza ha subito negli ultimi dieci anni, anche dal punto di vista dello statuto organizzativo, mi sembra importante poter oggi lavorare in una prospettiva di continuità. La Soprintendenza, dopo gli anni del commissariamento, ha riassunto un ruolo centrale nell'amministrazione del patrimonio e credo che sia una cosa positiva». Per le Soprintendenze servono norme procedurali diverse? «La "burocrazia" intesa come sequenza procedurale di regole può anche essere ridondante o farraginosa, ma diventa un vero ostacolo se il personale è insufficiente e gli uffici sono sguarniti di personale adeguatamente preparato. Quello delle risorse umane resta un problema centrale». Può illustrare il piano di monitoraggio avviato? «Tra ottobre 2010 e gennaio 2011 la Soprintendenza, servendosi di architetti e tecnici interni, ha redatto una nuova carta delle criticità. La mappa, da considerarsi uno strumento di lavoro dinamico, registrai pericoli di degrado delle strutture e verrà aggiornata periodicamente; consentirà di stilare una lista di priorità degli interventi». Ci sono attualmente a Pompei per cui prima della manutenzione serve un vero e proprio intervento di restauro? «Ci sono alcune zone che necessitano, più di altre, di importanti interventi di consolidamento e restauro; ma la manutenzione programmata deve servire proprio ad impedire che si giunga a quel livello di degrado che renda gli interventi di restauro inevitabili». Ministero e Regione sostengono che Pompei deve e può rendere di più: ma si può portare più gente a Pompei e nello stesso tempo difenderla dalle invasioni? «Qualunque programma deve muoversi seguendo un'idea di sostenibilità, quindi di adeguatezza alle caratteristiche proprie del sito. Sono convinta che si possa migliorare l'offerta culturale, lavorando sui percorsi di visita, sulla didattica». Si possono immaginare tempi o costi perla ricostruzione della Schola? «L'area è ancora sotto sequestro. Da qualche settimana sono iniziate le operazioni di rilievo e di rimozione delle strutture». I sindacati la accusano di essere troppo distante da Pompei. dl territorio della Soprintendenza abbraccia l'intera provincia di Napoli, quindi le "accuse" sono del tutto strumentali. E Pompei è stata sicuramente al centro del mio impegno in questi primi mesi di direzione». Ha parlato al ministro delle altre criticità del territorio? «Si, ho fatto presente al ministro che, oltre a Pompei, la Soprintendenza comprende realtà importanti come Ercolano, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, o, ancora siti come Cuma, Pozzuoli, l'area flegrea. E che, al momento, il problema più gravoso è rappresentato dalla carenza di personale destinato a garantire l'apertura al pubblico».