De Checchi: «Ci chiedono l'imposta anche se offriamo la risistemazione a costo zero» VENEZIA. Per ridare lustro al Ponte di Rialto, la Confartigianato di Venezia ha messo a disposizione la sua manodopera specializzata. «Abbiamo offerto un restauro gratis alla città», spiega Gianni De Checchi, presidente dell'associazione. Ma dopo avere ottenuto i ringraziamenti del Comune, e il via libera della Sovrintendenza, sono emersi problemi di natura fiscale. «Purtroppo - spiega De Checchi - per lo Stato italiano la parola gratis non esiste. Noi volevamo regalare questo intervento alla città. Un intervento a basso costo di materiali, ma ad altissimo contenuto professionale, di manodopera. Il progetto è stato approvato qualche mese fa, ma è fermo». Perché? «Sulla base delle leggi vigenti dovremmo pagare l'Iva e forse anche l'Irpef. Al fisco non interessa che il lavoro sia gratis: l'imposta sul valore aggiunto la devi pagare comunque». Troverete qualche sponsor che pagherà l'Iva per voi? «Questo, purtroppo, lo escludo» Non vi resta che rinunciare all'opera. «No, non rinunciamo. Non è la prima volta che facciamo interventi di restauro a costo zero per la città di Venezia, e non sarà nemmeno l'ultima. Sono in corso gli opportuni accertamenti in sede comunale, con commercialisti e avvocati. Gli interventi che finanziatori o privati fanno tramite sponsorizzazione dovrebbero essere esenti da carichi fiscali. Sono certo che troveremo una soluzione, consentita dalla legge».