Renata Codello: «Pronti a partire con gli artigiani. Ma se arrivasse un mecenate...». L'emergenza Conservatorio Il sogno è un mecenate alla Diego Della Valle e il ponte di Rialto come il Colosseo, restaurato da un grande imprenditore con ritorno pubblicitario. Per ora, però, il salvataggio del ponte procede per stralci, con il coinvolgimento delle piccole imprese artigiane veneziane. Perchè tempo da perdere non ce n'è, come conferma il distacco della colonnina avvenuto martedì. «Siamo pronti per partire d'accordo con gli artigiani - conferma la Soprintendente Renata Codello - non appena risolte alcune questioni burocratiche. Il primo lotto riguarda il lato verso Palazzo dei Camerlenghi. Intendiamo procedere in questo modo perchè ci rendiamo conto che è complicato puntare a un intervento unico complessivo. Meglio intanto procedere per piccoli passi, insomma. Certo, se poi arrivasse un Della Valle...». «Il problema però - sottolinea la Soprintendente - è quello sollevato dal ministro Galan: ha ragione quando evidenzia la necessità di trovare forme che incentivino il coinvolgimento dei privati nella tutela e nel recupero del nostro patrimonio artistico. Certo, magari anche con incentivi fiscali». Ma se Rialto rappresenta l'emergenza più celebre e quella che potrebbe attirare il grande imprenditore (ma non va dimenticata la Basilica di Torcello), a Venezia c'è un palazzo che ha bisogno di intervento urgente, indicato dalla stessa Soprintendente. «Dobbiamo cercare fondi per il Conservatorio Benedetto Marcello - afferma - c'è bisogno di un urgente intervento di manutenzione». La Soprintendenza ha anche predisposto una dettagliata scheda sul palazzo, a cura di Annalisa Bristot e Anna Chiarelli. «Il Conservatorio - si legge nella scheda - intende eseguire con urgenza opere di manutenzione dei terrazzi alla veneziana, per motivi di sicurezza e per le ovvie necessità di conservazione. Di questo intervento manca, allo stato attuale, un progetto, anche solo per la mappatura dei rappezzi, che, ad una stima sommaria, ammontano a decine». «Nella generale opera di restauro del complesso - conclude il dossier - deve essere anche considerata la necessità di adeguamenti funzionali, propri dell'attività, quale il Certificato di prevenzione incendi, ed altri interventi accessori, quali il sistema di controllo degli accessi».