ROMA La missione «del mio ministero è favorire un'offerta culturale adeguata per qualità e quantità». Lo ha detto il ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan presentando ieri il suo programma al Senato. «Un governo può essere o non essere apprezzato dalla comunità intellettuale, ma non si va da nessuna parte se ci si fa la guerra. Gli ostacoli tra politica e intellighenzia devono essere superati. La politica ha bisogno della cultura e la cultura ha bisogno della politica, io chiedo dibattito franco e aperto», una «chiamata a raccolta», di tutta la comunità italiana «per fare il punto su aspetti critici e priorità. Chiedo questo perché non basta dibattito interno ai partiti». Insomma, «in Italia serve un Piano Roosevelt della cultura». Perché «ogni italiano torni a sentire la sua identità» che è fatta anche della «unicità del suo patrimonio». Galan ha precisato: «La cultura è la benzina che ha reso unico il nostro Paese, investire in questo campo non è indispensabile, è fondamentale. Non servono più soldi, ma la capacità di spenderli. Quando si vuol fare una cosa e se ne ha la capacità, i soldi si trovano. Un esempio, Pompei».