IL MINISTRO GALAN LANCIA «UN PIANO ROOSEVELT», CAUTA L'OPPOSIZIONE Ritiene «indispensabile» l'investimento economico ma bisogna migliorare la capacità di spesa e soprattutto «incrementare il coinvolgimento dei privati» Roma. Una chiamata a raccolta per la cultura. Il nuovo ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan annuncia in Senato il suo programma e lancia «un piano rooseveltiano per la cultura», chiedendo all'intellighenzia del Paese e a tutte le forze parlamentari di prestarsi al confronto e al dialogo. «Ciò che va fatto per la cultura in Italia o lo si fa tutti insieme o non riuscirà a farlo nessuno», avverte. Poi elenca le sue priorità: «indispensabile» l'investimento economico («la cultura è benzina che ha reso unica l'Italia») ma bisogna migliorare la capacità di spesa e «incrementare il coinvolgimento economico dei privati», dice il ministro. Che annuncia attenzione per il paesaggio e la volontà di risolvere l'annoso problema dei restauratori. Ma anche il rilancio con molti più fondi per Arcus, la spa del ministero (in condominio con le Infrastrutture) investita un anno fa da pesanti polemiche. Ideata dal suo predecessore Giuliano Urbani, Arcus potrà contare ora - secondo le intenzioni del ministro - non più solo sul 3 degli investimenti per le grandi opere ma «sul 3 di tutti gli stanziamenti statali destinati ai lavori relativi a infrastrutture strategiche e a insediamenti produttivi». Più soldi dunque. Anche se «prima di tutto bisogna intervenire anche sulla capacità di spesa», ribadisce Galan. E poi coinvolgimento di privati, cittadini e aziende per progetti da realizzare insieme, magari con nuovi sgravi fiscali «sull'esempio di quanto già accade in Europa, in special modo in Francia». La tutela non si tocca, assicura, spendendo parole di lode per i soprintendenti, che nella sua idea dovranno garantire «la qualità dello sviluppo». Ma «il ministero non dovrà essere vissuto dal mondo delle imprese come la burocrazia che dice sempre no», si cercheranno «soluzioni equilibrate senza rovinare la bellezza dei nostri territori». Non solo: per migliorare la capacità di spesa del ministero e rendere più veloce l'affidamento dei lavori di restauro, Galan pensa di proporre «una modifica al codice dei contratti pubblici per innalzare la soglia della trattativa privata riguardo ai lavori sui beni culturali da 500 mila euro a 1,5 milioni di euro». Tant'è. Occhio alla tutela e insieme alla valorizzazione con le Linee guida per l'archeologia preventiva che «saranno un'opportunità per la conoscenza del patrimonio archeologico» e nello stesso tempo per la realizzazione di metropolitane, autostrade, linee ferroviarie, per evitare ritardi eccessivi nei lavori». Galan cita Pompei, ricordando il piano di rilancio annunciato martedì, quindi si sofferma sui 150 anni dell'Unità d'Italia: «Sarò sempre a fianco di Napolitano, riunirò il Comitato dei ministri per fare il punto sulla situazione, capire quali siano ancora le necessità». Chiederà al Cipe i fondi necessari per finire il Palazzo del Cinema di Venezia, l'auditorium di Firenze, il museo archeologico nazionale di Reggio Calabria. Nonché i soldi per la Grande Brera a Milano. Si sofferma sullo spettacolo e sul cinema, dice che «bisogna riformulare velocemente» i decreti tecnici, ora sospesi, «relativi ai contributi percentuali su incassi, promozione, produzione, esercizio cinematografico». Cauta attenzione dall'opposizione. «Sono due, in particolare - afferma il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda - i punti sui quali il Pd valuterà il lavoro del nuovo ministro. Primo: dovrà attenersi rigidamente al dettato dell'articolo 9 della Costituzione. Ci aspettiamo che non assista senza reagire allo scempio dell'obbligo costituzionale "di promuovere lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica"» e, ancora, dovrà «difendere con tutte le sue forze il personale e le competenze delle Sovrintendenze». Perplessità da parte dell'Alleanza per l'Italia: il ministro non ha «speso una parola - secondo la senatrice Emanuela Baio - su come mettere in campo grandi figure professionali e manageriali in grado di far crescere il nostro panorama culturale per renderlo un motore importante dell'economia».
Tutti insieme per la cultura
Il ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan ha lanciato un piano rooseveltiano per la cultura, chiedendo all'intellighenzia del Paese e a tutte le forze parlamentari di prestarsi al confronto e al dialogo. Il piano prevede l'investimento economico, la migliorazione della capacità di spesa e l'incremento del coinvolgimento economico dei privati. Il ministro ha anche annunciato attenzione per il paesaggio e la volontà di risolvere l'annoso problema dei restauratori. Inoltre, ha proposto una modifica al codice dei contratti pubblici per innalzare la soglia della trattativa privata riguardo ai lavori sui beni culturali da 500 mila euro a 1,5 milioni di euro.
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