Cultura. Sprint alla trattativa privata ROMA - Miglior utilizzo delle risorse comunitarie, restauri affidati a trattativa privata fino a un importo di i,5 milioni di euro, ricavi dei musei e dei siti archeologici gestiti direttamente dal ministero, rilancio di Arcus. Sono alcuni dei punti del programma illustrato ieri dal neo-ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, nell'aula del Senato. Iniziative che si possono leggere come la base di partenza del «piano rooseveltiano della cultura» di cui Galan ha invocato la necessità e che si deve realizzare tutti insieme. Perché «la cultura - ha aggiunto - è la benzina che ha reso unico il nostro Paese, il settore che più ci ha arricchiti e fatto crescere nei millenni. Investire in questo campo non è indispensabile; è fondamentale». Non servono, però, più soldi. Piuttosto, secondo Galan, bisogna spenderli meglio. Trentuno miliardi dei 34 che 1'Ue ha destinato al Sud Italia nel periodo 2007-2013 sono, per esempio, ancora da investire. La crescita degli aiuti statali è, dunque, «importante, ma non esclusiva». Piuttosto bisogna consentire al ministero di conservare i propri ricavi, mentre ora gli introiti delle biglietterie, dei servizi aggiuntivi, dei fondi del Lotto, delle erogazioni liberali non vengono riassegnati ai Beni culturali perché finiscono nel calderone generale delle entrate. Lo prevede una norma della Finanziaria del 2008, che, ha affermato Galan, «mi impegnerò a eliminare». Dal ministro anche la promessa di modificare il codice dei contratti pubblici per innalzare da 500mila a 1,5 milioni la soglia degli affidamenti diretti dei lavori di restauro. L'obiettivo è che gli interventi siano realizzati con «adeguata tempestività». Più veloci devono essere anche le procedure della valutazione di impatto ambientale (Via) e di tutte le altre autorizzazioni, comprese quelle paesaggistiche, che devono pure essere semplificate. Per quanto riguarda la tutela del patrimonio, Galan ha rilanciato il ruolo dei soprintendenti e del Consiglio superiore per i beni culturali, al quale intende affiancare un Consiglio dei giovani, formato dai migliori laureati in beni culturali. Per Arcus, la controversa spa Beni culturali-Infrastrutture, il ministro vede un nuovo futuro, dopo un periodo di appannamento. La società dovrà fare «affidamento sul 3 di tutti gli stanziamenti statali destinati ai lavori relativi a infrastrutture strategiche e a insediamenti produttivi». E a proposito di infrastrutture, Galan ha dichiarato che chiederà al Cipe le risorse per completare il palazzo del cinema al Lido di Venezia, l'auditorium di Firenze, il museo archeologico di Reggio Calabria (che ospita i Bronzi) e la Grande Brera a Milano.