Il ministro dei Beni culturali presenta al Senato il programma per rilanciare un settore che è «la benzina del Paese». Spazio a privati e non profit La «cura» di Galan: fondi Ue, sponsor e incassi "In Italia serve un Piano Roosevelt della cultura». Ha usato un'immagine forte il ministro dei Beni culturali Giancarlo Galan presentando ieri in Senato il programma del suo dicastero. Come fece il grande presidente statunitense nel lanciare quel Newdeal sociale che consentì all'America di uscire dalla depressione degli Anni Trenta, così Galan lancia la sua «chiamata a raccolta», invitando a superare le divisioni per salvare il nostro sistema culturale, ovvero «la benzina del Paese». «Non si va da nessuna parte se ci si fa la guerra», ha detto Galan, aggiungendo: «la politica ha bisogno della cultura e la cultura ha bisogno della politica», affinché «ogni italiano torni a sentire la sua identità» che è fatta anche della «unicità del suo patrimonio». Fin qui le enunciazioni ideali. A queste, il ministro ha fatto quindi seguire quello che a prima vista sembrerebbe un vero e proprio libro dei sogni e che forse rappresenta un tracciato possibile, ma non privo di problematicità. A cominciare dal problema dei fondi, grande come un macigno, e sul quale Galan ha un'idea che non piacerà affatto al suo collega di governo Tremonti: «Non servono più soldi, ma capacità di spendere. Quando si ha capacità i soldi si trovano, l'esempio è Pompei». Quindi la bomba: «proporrò che tornino al ministero della Cultura direttamente gli introiti dei musei e siti archeologici che oggi vanno al Tesoro». «Mi impegnerò a eliminare - ha precisato il ministro - una norma della legge Finanziaria del 2008, l'ultima del governo Prodi, che vieta l'assegnazione al Mibac dei proventi della bigliettazione dei musei e dei servizi aggiuntivi. Una norma che ha ridotto oltre il 50 negli ultimi anni queste fonti di finanziamento nell'azione di tutela del ministero». Su questo fronte c'è pure il rilancio di Arcus, «che farà affidamento sul 3 degli investimenti per le grandi opere». Galan ha poi denunciato che Pompei soffre per l'uso carente dei fondi europei: per il settore cultura «il quadro delle risorse comunitarie per il Sud Italia 2007-2013 prevede un totale di risorse per 34,099 miliardi di euro disponibili. Di questi solo il 16 è stato programmato e solo il 9 speso... Proprio ieri mi sono recato nell'area archeologica e ho provato una grande gioia e un profondo orgoglio per questo simbolo dell'Italia, ma anche rabbia perché soffre di una carenza di utilizzazione dei fondi europei a disposizione». Oltre che su una più corretta e intelligente capacità di spesa, il piano del Mibac prevede anche modalità per rendere più attraenti alle imprese gli investimenti nella cultura: «Incrementare il coinvolgimento economico dei privati, cittadini, aziende anche perfezionando, semplificando e migliorando il sistema degli sgravi fiscali sull'esempio di quanto accade in Europa, in special modo in Francia». Certo, ha sottolineato, «è fondamentale puntare su progetti realizzabili, insieme ai privati del terzo settore, del non profit, delle imprese», perché «la sussidiarietà orizzontale non è uno slogan o una professione astratta, che resta scritta come lettera morta nell'articolo 118 della Costituzione». LE REAZIONI ZANDA (PD): DIFENDERE LE SOPRINTENDENZE Reazioni al programma Mibac. L'ex ministro Francesco Rutelli precisa: «La norma del governo Prodi che rinviava al Tesoro i proventi del musei riguardava solo il 15 degli istituti, in particolare i più piccoli». Per il vicepresidente dei senatori Pd, Luigi Zanda, «sono due i punti sui quali il Pd valuterà il lavoro del nuovo ministro: dovrà attenersi rigidamente al dettato dell'articolo 9 della Costituzione e dovrà «difendere con tutte le sue forze il personale e le competenze delle Sovrintendenze». La senatrice dell'Api Emanuela Baio esprime «forte perplessità sulle affermazioni del ministro... Peccato che non abbia speso una parola su come mettere in campo grandi figure professionali e manageriali in grado di far crescere il nostro panorama culturale». ARCHEOLOGIAPOMPEI «Dare in "adozione"le domus» Per il sito archeologico di Pompei, biglietto da visita del Bel Paese nel mondo, il Piano Galan prevede un denso capitolo: «Ho disposto la costituzione di un'unità operativa con i miei uffici per identificare le modalità operative con un programma di interventi e di collaborazione con la regione Campania per la valorizzazione del territorio, utilizzando le risorse comunitarie». II ministro ha aggiunto che darà inoltre vita a una norma «per facilitare le sponsorizzazioni per far sì che i privati possano adottare le domus». MUSICAFIRENZE L'Auditorium, cantiere aperto Il nuovo Auditorium per la musica a Firenze, oggetto di un concorso internazionale di architettura, è un'opera la cui costruzione è inserita tra quelle più importanti per i festeggiamenti del 150 anniversario dell'Unità d'Italia, in quanto «di rilevante interesse culturale e scientifico per l'intero territorio nazionale». Ma il cantiere è aperto. Il progetto, alla Stazione Leopolda, prevede un Parco della musica e della cultura con un nuovo teatro per il Maggio Musicale Fiorentino. CINEMAPALAZZO AL LIDO «Un'opera importantissima» «Presenterò al Cipe - ha detto il ministro Galan - la richiesta per le risorse necessarie ad ultimare il programma delle infrastrutture che comprende opere importantissime come il Palazzo del Cinema di Venezia, l'Auditorium di Firenze e il Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria. In quella sede richiederò inoltre i fondi necessari per la realizzazione della grande Brera a Milano». Il ministro ha anche annunciato l'istituzione di un Consiglio dei giovani per il ministero dei Beni culturali con i migliori laureati italiani nel settore. MUSEIREGGIO CALABRIA Vetrina della Magna Grecia Il Museo nazionale della Magna Grecia, fra i più noti al mondo, è il display della colonizzazione ellenica nel Sud Italia. Progettato da Marcello Piacentini nel 1932 secondo i più avanzati criteri museali d'allora, il monumentale palazzo accoglie fra l'altro i celebri «Bronzi di Riace». Per la struttura sono in capitolo profondi e onerosi lavori di restauro e ammodernamento: facciate, spazi polifunzionali, una terrazza panoramica che s'integra nell'architettura originale.
Un piano Roosevelt perla nostra cultura
Il ministro dei Beni culturali, Giancarlo Galan, ha presentato al Senato un programma per rilanciare il settore culturale italiano, che è considerato "la benzina del Paese". Il programma prevede la riduzione del problema dei fondi, che è considerato "un macigno", e la proposta di tornare al ministero della Cultura i proventi dei musei e siti archeologici che attualmente vanno al Tesoro. Il ministro ha anche denunciato la carenza di utilizzazione dei fondi europei per il settore culturale, in particolare per il sito archeologico di Pompei. Il programma prevede anche la creazione di un'unità operativa per la valorizzazione del territorio di Pompei e la possibilità di adottare le domus.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo