FIRENZE Si chiamano insetti xilofagi, meglio noti come tarli. E quando hanno fame non guardano in faccia a nessuno, neppure a Botticelli. Per questo anche gli Uffizi hanno dovuto dichiarare guerra ai terribili buongustai del legno presenti nelle sale della Galleria, attraverso un intervento di disinfestazione finanziato in buona parte dall'Ente Cassa di Risparmio di Firenze. «Anche la tutela è valorizzazione, pur facendo meno notizia afferma il direttore degli Uffizi, Antonio Natali e con i fondi concessi dall'Ente e con quelli statali, dal 2008 siamo potuti intervenire su oltre 400 opere. Ora stiamo organizzando il trattamento chimico di tutte le porte e il risanamento delle decorazioni lignee della Sala delle Miniature. Ma, soprattutto, siamo potuti intervenire su opere di grande importanza e dimensione quali il polittico con l'Incoronazione della Vergine di Lorenzo Monaco, l'Incoronazione della Vergine di Botticelli (nella foto) e il trittico con l'Adorazione dei pastori di Hugo van der Goes, interventi urgenti e delicatissimi che abbiamo effettuato senza muovere le opere e senza intralcio per il pubblico». L'intervento su Lorenzo Monaco era ritenuto improcrastinabile ed è stato eseguito posizionando di fronte al dipinto, alto quasi 5 metri, un telo di materiale speciale, agganciato sul montante del lucernario in modo da formare un sacco chiuso dove è stato poi immesso azoto per eliminare le larve e le uova presenti nel legno. «Riteniamo quanto mai opportuno ha detto il presidente dell'Ente Cassa Michele Gremigni affiancare il nostro sostegno ad eventi culturali di grande rilevanza con finanziamenti destinati ad interventi di tutela che incidono in maniera ancora più significativa nella salvaguardia dei nostri capolavori».