Una guerra lunga, meticolosa e silenziosa. Contro un nemico temibile quanto impercettibile, infido e durissimo da abbattere. Ma con le armi giuste anche gli insetti xilofagi - comunemente noti come tarli - possono essere sterminati. E con essi il terrore di perdere per sempre alcuni dei capolavori della pittura dell'Occidente e non solo. Circa un anno fa presero a circolare strane voci sulla situazione drammatica all'interno della Galleria degli Uffizi a causa dei tarli che, oltre ai dipinti, stavano infestando perfino porte e infissi. In effetti la «bonifica» della Galleria era già in atto da un paio di anni grazie al determinante contributo dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze: «Riteniamo quanto mai opportuno - ha dichiarato il presidente Michele Gremigni - affiancare il nostro sostegno ad eventi culturali di grande rilevanza con finanziamenti destinati ad interventi di tutela che incidono in maniera ancora più significativa nella salvaguardia dei nostri capolavori», consapevoli «di quanto sia determinante lo "stato di salute" di un'opera». Tuttavia solo tra il settembre e il dicembre dell'anno scorso la silenziosa guerra contro i tarli ha riguardato opere non solo di grande importanza ma anche di grande dimensione. Questa fase dell'intervento - cui ha contribuito in maniera determinante l'Ente Cassa di Risparmio di Firenze - ha visto protagonista un'azienda fiorentina, la Hygen Control che, pur utilizzando la metodica consueta di lotta agli insetti xilofagi attraverso l'utilizzo dell'azoto, ha tuttavia messo a punto una metodica per stabilire un «indice di rischio» di ogni opera, al di là di ogni motivazione soggettiva. In pratica, solo attraverso dati oggettivi, si può giungere a stilare una prognosi precisa e definire un protocollo d'intervento con relativi tempi. Grazie a ciò sono trattati il mastodontico polittico con l'Incoronazione della Vergine di Lorenzo Monaco, l'Incoronazione della Vergine di Botticelli e il trittico con l'Adorazione dei pastori di Hugo van der Goes, interventi urgenti e delicatissimi che si sono svolti senza muovere le opere e senza intralcio per il pubblico, sotto gli occhi di tutti, anche se ha destato curiosità veder finire metri e metri quadrati di pittura sotto grandi teli di poliestere, polietilene e alluminio. «I1 tutto è avvenuto - ha detto Marco Tarducci della Hygen Control - in stretto accordo con l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, e in particolare con Isetta Tosini, coordinatore del laboratorio di biologia. Oggi le cose sono un po' cambiate - ha spiegato Tarducci - perché una volta i buchini tipici dei tarli erano ritenuti una sorta di garanzia per l'età dell'opera. Poi finalmente sono stati intrapresi degli studi seri e ora possiamo dire che in questa area siamo davvero all'avanguardia, anche se la guerra non è finita, anzi». Infatti, dopo l'intervento a circa 400 opere in 3 anni, adesso tocca alle porte della Galleria e agli infissi della sala delle Miniature. Parallelamente è in corso un intervento alla Galleria Palatina di Palazzo Pitti.