Decisivo il contributo dell'Ente Cassa di Risparmio Interventi anche su Botticelli e Lorenzo Monaco Natali «La tutela è valorizzazione, anche se fa meno notizia» Agli Uffizi la guerra ai tarli era iniziata nel 2008 e nel 2009 i dipinti salvati erano circa cento. Adesso, grazie ad un cospicuo finanziamento dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, sono state disinfestate ben quattrocento opere. L'assalto degli insetti xilofagi presenza tipica in ambienti con strutture lignee, quali musei o quadrerie di eccellenza viene infatti costantemente debellato con un sistematico intervento conservativo condotto dalla direzione e dal personale della Galleria (nel team, tra gli altri, Valentina Conticelli del dipartimento del Seicento e Francesca De Luca del dipartimento Cinque e Seicento). «Anche la tutela è valorizzazione, pur facendo meno notizia ha detto il direttore del museo Antonio Natali e con i fondi concessi dall'Ente e con quelli statali, siamo potuti intervenire su oltre quattrocento opere. Stiamo organizzando il trattamento chimico di tutte le porte della galleria e il risanamento delle decorazioni lignee della sala delle Miniature». Meno di due anni fa sembrava che il problema più grosso fosse quello di trovare sponsor disposti a finanziare un intervento indispensabile ma meno appetibile dal punto di vista dell'eco mediatica di quello da fare su un dipinto o una scultura in cattive condizioni. Oggi invece la situazione si è sbloccata. «Siamo potuti intervenire ha aggiunto Natali su opere di grande importanza e dimensione quali il polittico con l'Incoronazione della Vergine di Lorenzo Monaco, l'Incoronazione della Vergine di Botticelli e il trittico con l'Adorazione dei pastori di Hugo van der Goes, interventi urgenti e delicatissimi che abbiamo effettuato senza muovere le opere e senza intralcio per il pubblico: non bisogna dimenticare, infatti, che due di questi dipinti sono collocati in una sala rilevante quale è quella di Botticelli». Un trattamento ad hoc sperimentato per i dipinti di grosse dimensioni consiste nell'immettere azoto in una sacca fino alla saturazione dell'ambiente in modo da uccidere per asfissia insetti, larve e uova ha permesso di mettere a punto una strategia d'attacco in grado di durare nel tempo. «Intendiamo procedere in questa direzione ha detto il presidente dell'Ente Michele Gremigni consapevoli di quanto sia determinante lo stato di salute di un'opera prima ancora della sua fruizione».