Vekselberg: non me l'ha chiesto Putin E' uno degli imprenditori più ricchi, ma anche quello che di più si è interessato all'arte. Se non in tutta la sua vita, almeno in quella parte che inizia alla fine degli anni Novanta e che lo vede di diritto nel gruppo di testa dei cosiddetti «oligarchi» russi. A Viktor Vekselberg, che compie domani 54 anni, la rivista Forbes attribuisce un patrimonio personale di 13 miliardi di dollari (decimo posto in Russia, alle spalle di Roman Abramovich), dalle banche all'alluminio, al petrolio. L'imprenditore è soprattutto noto per aver riportato in Russia la più grande raccolta mondiale di uova di Fabergé, quei gioielli squisiti che il maestro orafo realizzava per la famiglia imperiale. Nato in Ucraina, con una formazione in ingegneria, Vekselberg non è tra coloro che al momento dello scioglimento dell'Urss occupava posizioni di potere, nel partito o nell'industria. Si inventò una sua attività nel commercio dei metalli, importò i primi computer dall'America e quindi iniziò ad acquistare società statali messe in vendita, innanzitutto nel settore dell'alluminio. Poi la passione per l'arte, la filantropia e la creazione delle sue due fondazioni, «The Link of Times» e il fondo Renova. Perché questo grande interesse per l'arte? «E' curioso, risponde il magnate ma in tutta la mia vita ho sempre avuto una grande passione per l'armonia. Per me gli oggetti d'arte rappresentano la bellezza del mondo vista attraverso gli occhi di persone dal talento straordinario. E mi piace possedere nelle mie collezioni una parte di ciò». Dunque la scelta delle opere di Fabergé non è casuale. «Fabergé è un esempio illustre di quando l'arte incontra la storia perché le uova e altri oggetti creati dalla ditta rispecchiano la storia della Russia. Essi testimoniano i grandi eventi verificatisi all'inizio del XX secolo e allo stesso tempo sono regali preziosi che nutrivano le più sacre emozioni delle persone che li donavano o li ricevevano». Vekselberg, come dicevamo, è conosciuto in tutto il mondo per l'acquisto delle uova che gli eredi della famiglia Forbes avevano messo in vendita. All'epoca il magnate russo incontrava qualche difficoltà nelle sue attività in patria e tutti dissero che l'acquisto era avvenuto su ordine espresso di Vladimir Putin, all'epoca presidente della Russia, che voleva riportare in patria quegli oggetti. Un modo come un altro per acquisire delle benemerenze. Da allora i rapporti tra Vekselberg e le alte sfere russe sono sempre stati ottimi, tanto che lui, assieme a Mikhail Fridman, proprietario del gruppo Alfa, è stato autorizzato a creare una joint venture con la britannica Bp, fatto senza precedenti. Viktor Vekselberg, però, nega che l'acquisto delle uova sia avvenuto su pressione del Cremlino. «Non è assolutamente vero», dice. «È stata al cento per cento una mia decisione. Nessuno mi ha chiesto nulla e men che meno il Cremlino. Venni a sapere che la collezione Forbes stava finendo sul mercato, una collezione unica, proprio perché un insieme di testimonianze storiche. Se fosse andata all'asta sarebbe stata dispersa fra centinaia di collezionisti e quindi non sarebbe mai più stato possibile vederla come un unicum. Fu così che la mia fondazione «Link of Times» fece una proposta per l'acquisto dell'intera collezione prima ancora che l'asta avesse inizio. Riuscimmo a negoziare l'acquisto di tutte le opere, un fatto senza precedenti nella storia della casa d'aste Sotheby's». Vekselberg è particolarmente orgoglioso del risultato di questa sua iniziativa: «fino a questo momento la collezione è stata vista da tre milioni di persone e ha viaggiato da New York alla città di Irkutsk in Siberia. Non solo: oggi stiamo realizzando in Russia una catena di musei contemporanei per le collezioni private. I visitatori potranno vedere non solo le quattromila opere della mia fondazione, ma anche i capolavori di altri collezionisti russi e stranieri».
Il miliardario ucraino: Così ho riportato quel tesoro in patria
Viktor Vekselberg, imprenditore russo, compie 54 anni. La rivista Forbes lo classifica decimo uomo più ricco della Russia con un patrimonio di 13 miliardi di dollari. È noto per aver riportato in Russia la più grande raccolta mondiale di uova di Fabergé. Vekselberg ha una passione per l'arte e la filantropia. Ha fondato due fondazioni, The Link of Times e il fondo Renova. Ha acquistato società statali e ha iniziato a collezionare opere d'arte. La sua passione per l'arte è legata all'armonia e alla bellezza del mondo. Ha acquistato la collezione di uova di Fabergé dell'erede della famiglia Forbes, che era stata messa in vendita.
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