La voce sparisce dall'elenco, domani la modifica della delibera AVEZZANO. Con un colpo di mano dell'ultim'ora il Comune toglie le scuole Corradini-Fermi-Mazzini dall'elenco dei beni in vendita. La «voce», inserita nel piano 2011, è stata cancellata e domani verrà modificata anche la delibera che prevedeva la possibile cessione a privati. Ma in quello storico edificio non ci saranno più alunni. La giunta, come confermato dal sindaco, deciderà a breve l'eventuale concessione in uso secondo modalità e criteri da stabilire. Ma Floris avverte: «Alunni non più in quelle aule e la giunta deciderà l'eventuale concessione in uso dell'edificio» Con la modifica, l'amministrazione comunale rinuncerà anche a incassare i 13 milioni di euro che sarebbero arrivati con l'eventuale vendita delle scuole. Nel documento inserito nel bilancio di previsione, anticipato dal Centro, l'edificio del Ventennio fascista figurava nella lista dei beni in vendita, insieme a una serie di altri immobili. La giunta ha deciso di rivedere i programmi. Domani, in vista del consiglio comunale previsto per venerdì alle 9, verrà modificata la delibera nella quale sarà cancellata definitivamente ogni ipotesi di cessione dell'edificio di 5.600 metri quadrati. IL DIETROFRONT. Le lunghe diatribe sulla cessione della scuola sembravano ormai concluse e invece è arrivato l'ennesimo colpo di scena. L'amministrazione comunale ha prima inserito e poi deciso di togliere dal programma delle vendite 2011 la scuola del centro cittadino. A dare notizia dell'ultimo dietrofront in ordine di tempo è stato il sindaco Antonio Floris. «L'ipotesi di vendita della scuola Corradini-Fermi elaborata a ottobre 2010 per la realizzazione del nuovo edificio nella zona nord della città, era nata proprio per assicurare le provvidenze necessarie da iscrivere in bilancio per tale intervento», ha spiegato in una nota il primo cittadino di Avezzano. «Lo storico edificio non sarà più venduto a prescindere dall'entità dei finanziamenti statali e regionali in arrivo nelle casse del Comune. Già oggi (ieri per chi legge) la giunta metterà nero su bianco la rettifica dell'indicazione dell'area dove sarà realizzata la nuova scuola, mentre giovedì sarà modificata la delibera che prevedeva la possibile vendita della scuola». Dopo mesi di dibattiti sembra essere definitivamente tramontata l'ipotesi di vendita. Ma sul trasferimento delle scuole non si torna indietro. Floris, infatti, ha chiarito che la scuola non verrà venduta ma l'edificio non potrà più ospitare gli alunni. «Nuove norme hanno reso superata la struttura rispetto alle esigenze della scuola del terzo millennio», ha concluso il sindaco, «l'edificio resterà nel patrimonio dell'ente, ma la giunta ne deciderà a breve l'eventuale concessione in uso secondo modalità e criteri da stabilire». L'OPPOSIZIONE. La presenza delle scuole Corradini-Fermi-Mazzini nell'elenco dei beni in vendita aveva spinto il capogruppo del Pd, Giuseppe Di Pangrazio, a scrivere a Floris per far revocare il provvedimento. «Il ministro per i Beni culturali e ambientali ha dichiarato l'immobile Corradini-Fermi di notevole interesse, ai sensi della legge primo giugno 1939, numero 1.089, in quanto espressione architettonica di edilizia civile propria del periodo fascista e, sottoposto pertanto a tutte le disposizioni di tutela contenute nella citata legge», è scritto nella lettera di Di Pangrazio, che nei mesi scorsi sulla vendita delle scuole aveva organizzato due tavole rotonde con rappresentanti di diversi settori. «Tali beni, secondo un decreto legge del 2004, sono inalienabili, in quanto testimonianza dell'identità e della storia delle istituzioni pubbliche. Per questo», ha concluso il consigliere, «a nome del gruppo Pd chiedo che si valuti concretamente l'ipotesi di revoca della delibera con la quale si provvede a vendere il complesso scolastico».