Prosegue la mobilitazione contro l'impianto eolico a Civita di Bagnoregio Il critico d'arte: "Crimine insensato, interesserò il ministro" Scende in campo anche il critico d'arte contro le pale eoliche a Civita di Bagnoregio "Un crimine stupido e insensato" Sgarbi: "Interesserò il ministro per un vincolo paesaggistico" VITERBO - Il progetto di collocare una ventina di pale eoliche sui calanchi vicini a Civita di Bagnoregio è ormai un documento tanto esistente quanto sostenuto da un investimento di decine di milioni di euro. Purtroppo il territorio verrebbe ferito a morte da strutture alte più di cento metri, tanto che la mobilitazione per difendere Civita di Bagnoregio impegna cittadini e persona: i illustri, come il critico d'arte Vittorio Sgarbi che ieri ha confermato al Corriere di Viterbo, l'intenzione di rivolgersi subito al ministro per i beni culturali. "Invece di ringraziare Dio per averci salvato parte di quella bellezza unica dalla disgregazione della rupe di tufo e argilla, ora si progetta un crimine stupido e insensato - dice Vittorio Sgarbi -. Immediatamente mi rivolgerò al ministro per i beni culturali con l'intenzione di chiedere la previsione di un vincolo paesaggistico e culturale su tutta l'area, tale da impedire uno scempio immane". Il "motofurgone" di Zampanò e Gelsomina scivola via singhiozzando sotto la rupe di una Civita di Bagnoregio in bianco e nero, perla di un'Italia che oggi gioca con il vessillo dell'energia pulita dimenticandosi di salvaguardare l'unica cosa che il mondo le invidia: la bellezza. Da La Strada di Federico Fellini (premio oscar nel 1957 ndr) all'odierna parodia di Leonardo Da Vinci impegnato a evitare il "plagio" della Gioconda nello spot di una nota compagnia telefonica, quel pugno di case appoggiate su tufo e argilla hanno reso indimenticabili le emozioni in celluloide. Una storia millenaria, di uno dei borghi più suggestivi e belli d'Italia, non più a rischio per l'instabilità della rupe, bensì per quella corsa all'energia pulita, ovviamente necessaria, ma non come causa di deturpazione paesaggistica. Il progetto di collocare una ventina di pale eoliche sui calanchi vicini a Civita di Bagnoregio è ormai un documento tanto esistente quanto sostenuto da un investimento di decine di milioni di euro. Purtroppo il territorio verrebbe ferito a morte da strutture alte più di cento metri, tanto che la mobilitazione per difendere Civita di Bagnoregio impegna cittadini e personaggi illustri, come il critico d'arte Vittorio Sgarbi che ieri ha confermato al Corriere di Viterbo, l'intenzione di rivolgersi subito al ministro per i beni culturali. "Invece di ringraziare Dio per averci salvato parte di quella bellezza unica dalla disgregazione della rupe di tufo e argilla, si progetta un crimine stupido e insensato - dice Vittorio Sgarbi -. Immediatamente mi rivolgerò al ministro per i beni culturali con l'intenzione di chiedere la previsione di un vincolo paesaggistico su tutta l'area, tale da impedire uno scempio immane" Dalle colline Orvietane, passando per Bagnoregio fino a Montalto di Castro e Tuscania, saranno centinaia le pale eoliche e i pannelli fotovoltaici che "spunteranno" su questo vasto territorio. "La Biscia è una terra sacra che purtroppo continua a essere violata dalla speculazione edilizia e ora dalla corsa illogica all'energia pulita - continua Sgarbi -. Una terra stuprata dall'imbecillità progettuale. La realizzazione di impianti eolici e fotovoltaici in zone di altissimo pregio ambientale e culturale evidenziano una forma di stupidità e mancanza del senso dei luoghi. Si corre dietro alla moda della green economy per mettere in tasca incentivi: generando mostri e provocando distruzione. Mentre in altri Paesi si ragiona su dove collocare gli impianti, in Italia si concede carta bianca a chi è pronto a compromettere per sempre la bellezza del nostro paesaggio. Mi auguro - conclude Sgarbi - che il ministro accolga l'appello che viene da Civita di Bagnoregio per salvare un tesoro unico dall'imbecillità degli uomini moderni".
Civita di Bagnoregio. Anche Sgarbi boccia le pale
Riassunto in 200 parole:
Il progetto di collocare una ventina di pale eoliche sui calanchi vicini a Civita di Bagnoregio è stato criticato dal critico d'arte Vittorio Sgarbi. Sgarbi ha dichiarato che il progetto è un "crimine stupido e insensato" e che si rivolgerà al ministro per i beni culturali per chiedere la previsione di un vincolo paesaggistico e culturale su tutta l'area. Sgarbi ha anche affermato che la Biscia è una terra sacra che viene violata dalla speculazione edilizia e dalla corsa all'energia pulita. Ha anche criticato la mancanza del senso dei luoghi e la distruzione provocata dagli impianti eolici e fotovoltaici.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo