Le reazioni. Sigle soddisfatte: l'ex governatore ha promesso un tavolo a Roma «Finalmente abbiamo ascolto» POMPEI. Il ministro Giancarlo Galan riceve privatamente i sindacati e convoca un tavolo romano urgente. Cgil, Cils, Uil, Unsa e Flp si dicono soddisfatti dell'impegno assunto dal ministro e sono ottimisti sulla risoluzione dei problemi. «La macchina amministrativa è ferma da mesi - hanno ribadito, al ministro Galan, Ciro Mariano della Cgil, Maria Rosa Rosa della Uil, Michele Cartagine della Flp, Giuseppe Visciano dell'Unsa e Antonio Pepe della Cisl - non si può amministrare una realtà così complessa e importante da un ufficio lontano trenta chilometri. La dottoressa Cinquantaquattro, infatti, ha scelto di occupare gli uffici napoletani della soprintendenza, al contrario dei suoi predecessori. Anche per una semplice firma si aspettano fino a dieci giorni. Un ritardo che l'area archeologica non può permettersi di aspettare». Il ministro ha chiesto ai sindacati di inviargli, nei prossimi giorni, un documento con tutte le rivendicazioni e che, entro fine mese, saranno convocati in via Del Collegio Romano. «Finalmente il governo ascolta le nostre voci», affermano i sindacati che, per la prima volta, si presenteranno ad una trattativa compatti. Tra le priorità che sarà portata sul tavolo romano c'è la questione autonomia della soprintendenza di Pompei. Il segretario nazionale della Uil, Gianfranco Cerasoli, chiede «la separazione di Pompei da Napoli nonché l'attribuzione di Pompei a un soprintendente che lavori esclusivamente per l'area archeologica a tempo pieno». «L'autonomia scientifica, amministrativa e finanziaria è stata la forma di gestione più salutare per una paziente quale è il sito archeologico pompeiano - ha spiegato Ciro Mariano della Cgil -. Il ritorno a tale forma gestionale, potrebbe risolvere tutti i problemi degli scavi». E ancora: «L'inefficienza organizzativa della soprintendente, in quanto, nonostante sia stata chiesta ripetutamente la convocazione urgente di un tavolo di trattative sull'organizzazione del lavoro, ancora non abbiamo ricevuto risposte. Manca totalmente una organizzazione del lavoro - continuano - che tenga conto dei numerosi pensionamènti e stabilisca, in modo chiaro e determinato, le funzioni, le competenze e le attività assegnate a ciascun lavoratore, a partire dagli archeologi, dai tecnici, dagli amministrativi per arrivare al personale operaio e di vigilanza». Per il coordinatore nazionale Ugl-Intesa FP, Renato Petra le priorità sono «la gestione e l'organizzazione del personale, l'attenzione per i siti periferici ed un nuovo modo di gestire i fondi. Va detto che per Pompei non serve un soprintendente con la valigia, ma qualcuno che viva la realtà senza dover poi andare via il giorno dopo».