Aeroporto, scintille in casa Pdl: Marcheschi sconfessa Cenni Il sindaco ribatte: "Nessuno pensa di mettere un impianto sportivo nellarea verde" Vespucci: lEnac ribadisce che lunica pista possibile è la parallela Niente stadio nel parco di 80 ettari: «Ci sono altre aree a volumi, è possibile discutere su quelle», dice lassessore regionale Marson davanti alla commissione urbanistica di Palazzo Vecchio. E possibile discutere cioè delle aree edificabili di Ligresti, che nel Piano di Castello sottoscritto tra Comune e Fonsai sono un cuscinetto tra il parco e la Scuola dei marescialli. Il sindaco Renzi ribatte poche ore dopo: «Nessuno vuole mettere lo stadio nellarea verde», premette. Facendo intendere di aver quanto meno cambiato opinione rispetto a qualche mese fa. Quanto allidea di utilizzare le zone edificabili, aggiunge Renzi, «è unidea sulla quale lassessore non ha diritto di mettere bocca». Marson si faccia gli affari suoi. «Nessuna invasione di campo», risponde a sua volta Marson a Renzi, a tarda sera. «Il Pit prevede che il parco di Castello diventi parte del Parco della Piana e su quel verde non possono essere collocati volumi come quelli della Cittadella». Ovvero: caro Renzi, la Regione ha pieno diritto di parlare del parco. Ci facciamo gli affari che ci competono. E uno scontro inaspettato, che arriva in una fase di buoni rapporti tra Renzi e il governatore Enrico Rossi. Su stadio e aeroporto però i nervi restano scoperti. E se la Regione insiste a dire che lo stadio è un problema, Renzi non molla. Occhio però, avverte anche Marson: con la pista parallela i vincoli aeroportuali finirebbero comunque per «sbattere» con lalbergo previsto allangolo ovest, vicino allingresso dellaeroporto. «E una questione che va approfondita», dice lassessore Marson con un sorriso che trasmette certezza. Enac del resto ribadisce che lunica pista possibile è quella parallela. Perché lallungamento di quella che già cè, sentenzia davanti alla commissione urbanistica della Regione il direttore delle operazioni Enac Franco Conte, non serve a niente: considerati gli ostacoli in campo, dei 1.700 metri attuali se ne possono utilizzare 1.600 (diventano 900 in atterraggio da Monte Morello). E uneventuale prolunga non cambierebbe niente: 1.600 metri oggi, 1.600 domani. Una pietra tombale sullallungamento che la variante al Pit ancora prevede come possibilità. Un giudizio finale che il presidente Enac Vito Riggio ha condensato in una lettera inviata a Rossi il 3 marzo scorso. Ma perché, se Enac taglia la testa al toro, il Pit discetta ancora di allungamento? Marson parla di «processo decisionale con tanti attori». Mentre il garante regionale per la comunicazione Massimo Morisi si dice pronto al percorso partecipativo. Ma è fuori di dubbio che il Piano di Castello sin qui sottoscritto, con la pista parallela, è destinato ad essere rivisto e corretto. Unoperazione più facile a dirsi che a farsi, visto che Ligresti può a ben diritto reclamare tutto il cemento fin qui programmato e visto che Fonsai sta vivendo una fase di transizione che nessuno sa dove porterà. La commissione comunale guidata da Titta Meucci ieri ha bersagliato di domande lassessore Marson: Ornella de Zordo sui rapporti tra variante Pit e Piano strutturale, Valdo Spini su chi alla fine deciderà tra allungamento e parallela, Bianca Maria Giocoli di Fli sullo stadio, lo spiniano Tommaso Grassi sui vincoli aeroportuali. In caso di allungamento della pista attuale, spiega lassessore, lunica cancellazione riguarderebbe il parcheggio a fianco della ferrovia. Per il resto i vincoli si tradurrebbero in una striscia di rispetto a fianco della pista. Solo la parallela, che richiederebbe circa 100milioni di euro, complica le cose: un edificio a più piani proprio in testa alla pista sarebbe altamente sconsigliabile. Anche se, insiste Enac, la parallela sarebbe comunque unidirezionale: mai aerei in atterraggio o decollo in direzione del centro della città. «Lo dice anche lArpat che la parallela è la soluzione migliore, chi si oppone colpisce le prospettive di sviluppo di tutta la Toscana», sostiene il presidente Pdl della commissione regionale urbanistica Paolo Marcheschi. Sconfessando pure il sindaco Pdl di Prato Roberto Cenni, schierato con i no-pista della Piana: «Sono confortato soprattutto per Prato, gli allarmi erano ingiustificati: dai dati Arpat emerge un quadro positivo sia per limpatto acustico che per quello ambientale. Da oggi la parallela è più vicina».
FIRENZE - "Castello, niente stadio nella Piana" Nuova polemica tra Marson e Renzi
Il sindaco di Prato, Roberto Cenni, ha sconfitto il sindaco di Pistoia, Renzi, in un confronto sulla costruzione di uno stadio all'interno del parco di Castello. Cenni ha ribattuto alle affermazioni di Renzi, che aveva affermato che nessuno pensava di mettere un impianto sportivo nell'area verde. Cenni ha risposto che non è vero, poiché ci sono già aree edificabili nel parco che potrebbero essere utilizzate per costruire lo stadio. Il sindaco di Pistoia, Renzi, ha ribattuto che non è vero che nessuno vuole mettere lo stadio nell'area verde, e che Marson, l'assessore regionale, non ha diritto di parlare di questo argomento.
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