Napoli non finisce mai di svelare segreti, di incantare riportando alla luce segmenti di un passato glorioso, unico, ma troppo a lungo bistrattato, umiliato e offeso dal tempo e dagli uomini. La storia millenaria della città è uno scrigno di capolavori, basta sapere dove cercare. E bellezze sacre sono tra le più numerose e clamorose nella capitale gotica e poi barocca, ma prima ancora paleocristiana. E spesso, oltre a essere testimonianze di bellezza artistica, sono indizi che possono integrare (e in parte rivoluzionare) alcuni capisaldi del pensiero occidentale e cristiano. È il caso di Donna Cerula, la figura femminile affrescata nelle Catacombe di San Gennaro, che domani sera sarà presentata nell'ambito delle celebrazioni del Giubileo per Napoli (...). Cerula, dalle catacombe riemerge la storia della «donna vescovo». L'affresco alla Sanità simbolo di emancipazione femminile. Napoli non finisce mai di svelare segreti, di incantare riportando alla luce segmenti di un passato glorioso, unico, ma troppo a lungo bistrattato, umiliato e offeso dal tempo e dagli uomini. La storia millenaria della città è uno scrigno di capolavori, basta sapere dove cercare. E bellezze sacre sono tra le più numerose e clamorose nella capitale gotica e poi barocca, ma prima ancora paleocristiana. E spesso, oltre a essere testimonianze di bellezza artistica, sono indizi che possono integrare (e in parte rivoluzionare) alcuni capisaldi del pensiero occidentale e cristiano. È il caso di Donna Cerula, la figura femminile affrescata nelle Catacombe di San Gennaro, che domani sera sarà presentata alla città nell'ambito delle celebrazioni del Giubileo per Napoli, voluto dal cardinale Crescenzio Sepe, e che coinciderà con il giorno della traslazione del patrono, del martire che scioglie il sangue, da Pozzuoli a Napoli, il 13 aprile del 431. Evento che segue di pochi giorni l'inaugurazione della mostra delle meraviglie del Tesoro, nel Museo del santo e in quattro luoghi legati al suo culto, e che anticipa la celebrazione del miracolo di maggio (che quest'anno avverrà sabato 30 aprile) nella basilica di Santa Chiara. «Donna Cerula», che risale al V secolo dopo Cristo, è un'opera unica per i suoi significati simbolici. Ora è stata restaurata, grazie al contributo dei Giovani Imprenditori dell'Unione Industriali. Fu scoperta nel 1971 in un ambulacro secondano. Ma allora non se ne comprese a pieno l'importanza documentale perla storia della Chiesa. «Raffigura una donna con le braccia aperte per un'invocazione» spiega Antonio Loffredo, parroco di Santa Maria della Sanità che dirige le Catacombe «ma sopra le mani ha i Vangeli. Un elemento iconografico unico che testimonia il ruolo preminente che la donna aveva nella Chiesa napoletana delle origini, perché indica l'intimità di un rapporto con il messaggio di Cristo. Cerula doveva essere una donna dalla personalità forte e carismatica. Una diaconessa». Una sorta di donna-vescovo. «Sicuramente» aggiunge Loffredo «è una prova di quanto Napoli fosse, e ancora sia, una città femminile e matriarcale. All'avanguardia». L'opera è di raffinata fattura e fa coppia con il ritratto di Bitulia (che sarà restaurato prossimamente), un'altra diaconessa dei primi secoli. A realizzarle non è stata la mano di un semplice decoratore, a giudicare anche da ciò che resta di altre due icone, quella di san Paolo (in buone condizioni) e di san Pietro (più malmesso) che affiancano Cerula. La rinascita delle Catacombe è inserita nella più ampia campagna di adozione dei restauri del Rione Sanità, «Teniamo invita il Passato», e punta nel coinvolgimento di privati che investono risorse proprie per il bene comune. Perché domani sarà presentato anche il restauro di un altro affresco, sostenuto dal Procuratore generale, Vincenzo Galgano. È il «San Gennaro» del IX secolo fatto dipingere dal vescovo Atanasio, dopo che il principe Sicone, con un'incursione militare, riuscì a rubare il corpo del patrono e a portarlo nella sua Benevento, dove rimase per secoli, prima di essere restituito a Napoli, in epoca aragonese. Erano anni cupi per la città, racconta ancora Loffredo, che un po' ricordano quelli amari che stiamo vivendo: «Vogliamo stringerci attorno alla tomba di Gennaro per nutrire la speranza, quella che Napoli non ha perso neanche il giorno in cui trafugarono le reliquie del suo patrono principale. Siamo sicuri che la bellezza e la cultura possono ritornare a far grande la nostra città». Tesori sotterranei Recuperato anche il ritratto del patrono del IX secolo realizzato dopo il furto delle reliquie da parte del beneventano Sicone Gioielli segreti Testimonianze di un culto millenario nelle meraviglie al Museo di via Duomo che affiancano la liturgia del Giubileo per Napoli.
NAPOLI - Restaurato l'affresco di Cerula, donna-vescovo.
Domani sera, nella capitale gotica e barocca di Napoli, sarà presentata la figura femminile Donna Cerula, affrescata nelle Catacombe di San Gennaro, in occasione delle celebrazioni del Giubileo per Napoli. Donna Cerula è un'opera unica del V secolo dopo Cristo, che rappresenta una donna con le braccia aperte per un'invocazione, con i Vangeli nelle mani. L'opera è stata restaurata grazie al contributo dei Giovani Imprenditori dell'Unione Industriali e fu scoperta nel 1971 in un ambulacro secondano. La figura di Donna Cerula è un'indizio che il ruolo della donna nella Chiesa napoletana delle origini era preminente, e che Napoli fosse una città femminile e matriarcale.
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