I capresi lo dicono ai turisti che d'estate affollano una delle isole più belle del mondo. La chiamano a'trumpea. Cioè un improvviso sconvolgimento meteorologico, il cielo che si fa scuro, illuminato da temporali e squarciato dai tuoni: e giù acqua a mappate. Quello appena passato è stato un inverno funesto per l'Isola Azzurra. Anche questo spiega smottamenti e crolli che hanno caratterizzato nelle ultime settimane alcune strade di Capri. I 10 metri di parapetto venuti giù sabato pomeriggio in via Lo Tuoro, sulla strada che conduce a un belvedere con vista Faraglioni, rappresentano l'ultimo episodio di una serie di un mese iellato: 6 marzo, smottamento di un muro di contenimento lungo la scalinata dell'antica via San Francesco che dalla celeberrima Piazzetta scende fino a Marina Grande; 11 marzo, una parte del costone che affaccia direttamente sulla spiaggia di Marina Grande cede, giù pietre e terriccio; 18 marzo, smottamento in via Don Giobbe Ruocco, strada veicolare comunale che unisce Marina Grande e Capri. L'isola sfida ogni giorno la roccia più impervia. La storica via Krupp, colpita da episodi simili anche se ben più gravi, è stata riaperta al passaggio pedonale nel 2008 dopo 32 anni. E però il "piove, governo ladro" non può essere una spiegazione sufficiente. «Più che a un deficit di manutenzione che pure esiste - dice Nabil Pulita, presidente di Legambiente Capri - questi episodi sono dovuti spesso allo stato in cui versano i terreni privati. I capresi che curano l'orto sono sempre di meno; gli smottamenti sono dovuti all'incuria e all'abbandono di questi terreni». L'avvocato Teodorico Boniello, impegnato in movimenti e associazioni sul territorio, sottolinea: «I crolli e le frane non riguardano certo il salotto buono di Capri, cioè via Camerelle, via Roma o via Vittorio Emanuele III. In queste strade la manutenzione si fa almeno una volta all'anno, d'inverno. Ad essere penalizzate sono strade più periferiche, tipo il Tuoro, Pizzolungo (tra Punta Tragara e l'Arco Naturale) o il Passetiello». Cioè questi episodi franosi potrebbero evidenziare una doppia scollatura. Una è quella di una Capri fatta di residenti gelosi di coltivare un loro terreno e figli di un'identità contadina dell'isola; l'altra quella di una Capri dei sentieri lontani dalle vie dello shopping e delle griffes internazionali, ma che è proprio quella che potrebbe fidelizzare i turisti. Cioè aiutare l'isola a limitare progressivamente il "mordi e fuggi". Ciro Lembo, sindaco di Capri, punta il dito contro i tagli agli enti locali: «Stiamo ristrutturando a lotti il parapetto della strada interessata da quest'ultimo crollo. Ancora non siamo arrivati al punto interessato. Abbiamo stanziato 300.000 euro per la manutenzione viaria; ma finchè restiamo in esercizio provvisorio di bilancio, non possiamo spenderli. E delle sei persone in forza al Comune che si occupavano di manutenzione, tre sono andate in pensione e non possiamo assumerne altre». Cataldo Salvia, presidente dei battellieri della Grotta Azzurra, dice: «Le strade di Capri non sono messe male. Si tratta di episodi che possono capitare dopo un inverno terribile come quello che abbiamo passato. Stranamente questi fatti fanno notizia sempre quando si avvicina l'estate...». Già, arriva la stagionde delIevacanze: e Capri, un comune di 7.000 abitanti, riceve un flusso che può superare le 15.000 persone al giorno. Ed è anche sotto questo impatto che I'Isola Azzurra deve lavorare ogni giorno per non franare.
CAPRI - Isola da salvare. Frane e buche a gogò. Arrivano le vacanze e Capri va in pezzi
Ieri sera è sceso il cielo sulla Capri, con un improvviso sconvolgimento meteorologico che ha portato acqua a mappate. Questo è stato l'ultimo episodio di una serie di smottamenti e crolli che hanno caratterizzato le ultime settimane sull'isola. I 10 metri di parapetto che sono caduti sabato pomeriggio in via Lo Tuoro sono stati l'ultimo episodio di una serie di smottamenti che hanno colpito diverse strade dell'isola. I capresi lo dicono ai turisti che d'estate affollano l'isola, che chiamano a'trumpea, un improvviso sconvolgimento meteorologico.
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