La presentazione alla stampa della grande mostra su Nerone è stata anche l'occasione per importanti comunicazioni. La prima è "di servizio", e serve a mettere ordine nel turbinare di illazioni intorno alla sponsorizzazione dei restauri del Colosseo da parte di Tod's: è stato chiarito che, anche se l'Anfiteatro ospita una grossa sezione della mostra, lo sponsor non ha in questa alcuna voce in capitolo. La seconda e la terza comunicazione riguardano due importanti realtà "neroniane", di cui la mostra stessa fornisce documentazione e ricostruzioni virtuali: la Domus Aurea e la Domus Transitoria. Per la Domus Aurea, si passa dalla ricostruzione virtuale a un restauro reale: anzi epocale, come lo ha definito il sottosegretario Francesco Maria Giro. Costerà 45 milioni di euro divisi in tre tranche da 15: somma che sarà ricavata in parte dalle accise sui carburanti previste per i beni culturali, in parte da nuove sponsorizzazioni private. Riguarda il piano nobile, con i veri e propri appartamenti imperiali. Che significa? La Domus (costituita non solo da una parte residenziale, ma anche da campi e vigneti, pascoli e boschi) fu costruita dopo il celebre incendio del 64 d.C.: 80 ettari dal Palatino al Celio, dall'Esquilino alla Velia, compresa la valle dove più tardi sorse il Colosseo: lì, dice lo storico Svetonio, «c'era uno stagno artificiale, anzi quasi un mare, circondato da edifici grandi come città». Proprio a quegli edifici appartenevano, sul Colle Oppio, le strutture su cui ora s'interviene: solo una piccola parte di un complesso (progettato dagli architetti Severo e Celere) che dopo la morte di Nerone fu condannato alla distruzione. Sopra, prima Tito e poi Traiano costruirono grandi terme. È ancora Svetonio a dire che tutto era coperto d'oro e ornato di gemme e conchiglie; che nelle sale da pranzo piovevano fiori e profumi; e che una di queste sale era circolare, e ruotava giorno e notte, come la terra. «Una dimora degna di un uomo» la definì Nerone: richiamo alle regge dei sovrani ellenistici. I resti conservati mostrano un impianto a due fasi, uno più lineare, un altro più mosso e fantasioso, con due rientranze poligonali e una grande sala ottagonale. Nel 2009 fu scoperta una gigantesca torre-pilastro, interpretata come perno della sala rotante. Nel progetto annunciato ieri si prevede di intervenire sul secondo piano, quello nobile, ancora interrato: non solo uno scavo archeologico, ma anche un alleggerimento della massa del Colle sulle strutture già note che (data la particolarissima situazione del sito) stanno sotto a quelle ancora da scoprire. L'intervento viene dopo una serie di aperture e chiusure, e dopo un crollo che creò molto allarme poco più di un anno fa. L'intervento sulla Domus Transitoria, cioè di passaggio fra i palazzi imperiali sul Palatino e i possessi sull'Esquilino, è stato annunciato invece dalla soprintendente Anna Maria Moretti: si sta lavorando per la messa in sicurezza, e dopo l'estate sarà aperto al pubblico. Anche questa domus era stata costruita da Nerone, ma fra il 54 e l'incendio del 64 d.C., che la distrusse: si conservano sulle pendici del Palatino resti di un ninfeo-fontana monumentale.
ROMA - Restauro da 45 milioni per la Domus Aurea aprirà il piano nobile. I fondi dalle accise della benzina
La mostra su Nerone è stata presentata alla stampa con comunicazioni importanti. La sponsorizzazione dei restauri del Colosseo da parte di Tod's è stata chiarita: lo sponsor non ha alcuna voce in capitolo. La mostra fornisce documentazione e ricostruzioni virtuali sulla Domus Aurea e la Domus Transitoria. La Domus Aurea, costruita dopo l'incendio del 64 d.C., sarà oggetto di un restauro epocale che costerà 45 milioni di euro. Il restauro riguarderà il piano nobile con gli appartamenti imperiali. La Domus Transitoria, costruita da Nerone, sarà oggetto di un intervento di messa in sicurezza e sarà aperta al pubblico dopo l'estate.
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