Stop alla paccottiglia nei musei italiani. E largo al merchandising di alta qualità, realizzato dai migliori artigiani e promosso da una società costituita ad hoc in partnership con un gruppo internazionale. E questo il progetto di Arcus, società del ministero dei beni culturali che utilizza il 3 dei fondi per le grandi opere per rilanciare il patrimonio italiano e aumentare la qualità degli oggetti da acquistare nei musei. «Si tratta di un'operazione che tende a iar incontrare la domanda degli operatori culturali con le potenzialità degli artigiani italiani», spiega a ItaliaOggi Ettore Pitrabissa, direttore generale di Arcus, «per portare l'offerta all'altezza di quella che un visitatore trova, per esempio, al Moma (Museum of modern art, ndr) di New York o al Louvre di Parigi». Domanda. Non è sufficiente quello che si trova oggi nei musei? Risposta. Nonostante gli sforzi, gli oggetti che si possono comprare oggi nelle principali istituzioni museali e siti archeologici sono scadenti nei materiali e nelle Eniture. Sono anche esposti male e presentati senza logica. Cosa che non avviene negli altri paesi. A New York, oltre allo spazio nel Moma, esiste un catena di negozi in franchising per tutta la città che propone gli stessi articoli del museo. D. Come pensate di rimediare? R. Innanzitutto occorre inventare un mercato del merchandising museale. Individuare la domanda potenziale che c'è nei musei, nei siti archeologici, nelle mostre e metterla in contatto con quegli artigiani che sanno creare riproduzioni di pregio delle opere d'arte o oggetti a queste ispirate. D. Gli artigiani sarebbero disponibili? R. Sì. E lo dimostra un accordo che abbiamo chiuso con Confartigianato per coinvolgerli in un progetto simile. E che dimostra come il tema sia sentito dalla categoria. D. Quali sono i tempi di realizzazione dell'intera iniziativa? R. Da gennaio 2005, partirà l'analisi del mercato nazionale e internazionale. Ma per avere un primo test pratico pensiamo di affiancare alle mostre italiane, che girano per il mondo, uno stand in cui sarà possibile acquistare oggetti di qualità legati all'evento. Lì, toccheremo con mano la risposta alla nostra iniziativa. D. Dopo le analisi cosa farete? R. Dobbiamo rendere concreta l'operatività del mercato e per questo creeremo una società ad hoc, partecipata da Arcus, in cui potrebbe trovare spazio un grande gruppo internazionale del settore. Sarà uno società veicolo che cercherà di favorire i contatti tra i produttori e gli acquirenti. Sarà una società a tempo perché, dopo il consolidamento, il comparto dei souvenir di qualità dovrà vivere e progredire da solo. Noi siamo soltanto il volano. D. Che interesse hanno i musei ad avere merci pregiate negli spazi destinati alla vendita dei souvenir? R. Oltre a migliorare l'immagine dell'istituzione, c'è un'importante ragione economica: i ricavi delle vendite cominciano a diventare un'importante voce di attività nei loro bilanci.
Musei, gadget griffati cercasi
Il ministero dei beni culturali ha lanciato un progetto per migliorare la qualità degli oggetti di merchandising nei musei italiani. L'operazione, chiamata "Arcus", mira a creare un mercato del merchandising museale che metta in contatto gli artigiani italiani con la domanda degli operatori culturali. Il progetto prevede l'istituzione di una società ad hoc, partecipata da Arcus, che favorirà i contatti tra i produttori e gli acquirenti. L'obiettivo è migliorare l'immagine dei musei e aumentare i ricavi dalle vendite. Il progetto è stato lanciato in collaborazione con Confartigianato e partirà con un'analisi del mercato nazionale e internazionale.
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