Un po' di conti in soprintendenza li faranno anche al ministro Galan, non appena, stamattina, metterà piede a Pompei. Per spiegargli che con i 20 milioni di introiti annui dovuti ai visitatori non si riuscirà a pagare la messa in sicurezza della città distrutta dal Vesuvio nel 79 dopo Cristo. La questione crolli non è risolta. Per questa imponente operazione, secondo le cifre rese pubbliche dall'ex soprintendente Pier Giovanni Guzzo, servono 260-70 milioni di euro. Manutenzione mancata accumulatasi nel tempo? La soprintendente Teresa Elena Cinquantaquattro ne parlerà oggi, alla conferenza stampa, ma è immediato il riferimento al fatto che Pompei "mantiene" tutti gli altri siti archeologici della provincia di Napoli: Capri, Cuma, Pozzuoli, Campi Flegrei, che hanno, è vero, le proprie entrate, ma altrettanto imponenti sono le uscite per le loro necessità, a cui Pompei pure provvede, essendo la soprintendenza unica: Napoli e Pompei. E non tutto, dicono in soprintendenza, può andare agli interventi per l'area archeologica: ci sono le bollette, il funzionamento degli uffici, resta fuori il personale, pagato dal ministero. Ma l'articolo 2 del decreto legge 34 del 31 marzo è stato accolto molto bene in soprintendenza, specialmente la parte sul reclutamento di nuove risorse umane, perché mancano anche quelle. A farne le spese sono spesso i visitatori. Se non ci sono più piantine da dare ai visitatori per mancanza di fondi, infatti, è anche vero che non c'è una guida efficace e in linea con le nuove tecnologie (sotto il commissariato Fiori si cominciò a parlare di itinerari con l'I-Pod, ma non se ne fece niente). Spesso chi non arriva preparato alla visita, si trova davanti a una muta distesa di ruderi. Che invece parla a chi la sa ascoltare. Ma ci vuole un aiuto. Che non Pompei sfida il futuro epurata sul laser 3D possono essere le pesanti transenne con la scritta "Pompei Viva" disseminate ovunque anche a impedire la vista delle domus. Oggi primo giorno per il neoministro che, appena nominato, aveva annunciato un piano per Pompei. E il planning che troverà sul tavolo Galan punta tutto sulla riqualificazione e la salvaguardia attraverso gli studi scientifici. Messa da parte al momento le idee di valorizzazione, che di fronte ai crolli dello scorso novembre possono sembrare velleitari, Pompei si riconosce in uno dei progetti messi in campo dall'Università di Genova, il rilievo con laser scanner 3D, una sperimentazione propedeutica per ogni intervento di conservazione, e che ha avuto come banchi di prova il Foro, la Casa dei Casti Amanti e la Casa della Fontana Piccola. Si proietteranno diapositive sul piano di manutenzione del verde, il monitoraggio delle domus a rischio, l'attività ispettiva. Dopo una riunione tecnica, l'incontro con la stampa e poi il sopralluogo con il ministro, dal Tempio di Venere al Foro a via dell'Abbondanza, poi ai Teatri, alla Casa di Menandro e da Il alla Schola Armaturarum crollata, i cui resti sono ancora sul posto.
POMPEI Pompei sfida il futuro e punta sul laser 3D
Il ministro Galan, che oggi visiti Pompei, dovrà essere informato sulle difficoltà finanziarie della città distrutta dal Vesuvio nel 79 d.C. La soprintendenza di Pompei ha 20 milioni di introiti annui, ma non è sufficiente per pagare la messa in sicurezza della città. Servono 260-70 milioni di euro per l'operazione. La soprintendenza di Pompei mantiene tutti gli altri siti archeologici della provincia di Napoli, ma non tutti i costi sono coperti. Il personale è pagato dal ministero, mentre le bollette e il funzionamento degli uffici sono coperti dalla soprintendenza. Il ministro Galan ha annunciato un piano per Pompei, che punta sulla riqualificazione e la salvaguardia attraverso gli studi scientifici.
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