Secondo un'antica leggenda, modellata sul mito greco di Perseo che uccide un mostro liberando la bella Andromeda, ed una tradizione iconografica giunta sino a noi, San Giorgio è l'uccisore del drago che viveva in Libia, in uno stagno grande come il mare. Non potrebbe aver miglior patrono il sito Unesco del monte sopra il lago Ceresio, che porta il nome di questo santo, la cui testa ricorre il 23 aprile. E' immediato associare il drago della tradizione ai rettili marini, gli ittiosauri del Triassico, che vivevano milioni di anni fa nella laguna tropicale che copriva questo territorio ed i cui resti fossili, unici al mondo, sono oggi riconosciuti patrimonio dell'umanità. Le celebrazioni ufficiali per l'iscrizione del versante italiano del Monte San Giorgio nella "World Heritage List" si sono concluse ieri sul colle San Giorgio, sopra Salmo, dove ci si è ritrovati per la messa officiata dal decano della Val ceresio don Giorgio Ponti e per il momento conclusivo delle celebrazioni. In questo fine settimana, Manuel Guido ed Adele Cesi, funzionari del Ministero dei Beni Culturali, hanno consegnato ai sindaci dei cinque paesi del comprensorio (Salvatore Merlino, Giorgio Ciancetti, Emanuele Belometti, Sandy Cane e Giuseppe Franzi) le targhe con il simbolo dell'Unesco, il logo del Monte San Giorgio e la descrizione del sito riportata in italiano, inglese e francese. «L'iscrizione in questa lista di un bene culturale o naturale - si legge sulla targa- consacra il suo valore universale eccezionale, affinché esso sia protetto a beneficio di tutta l'umanità . Le cerimonie si sono svolte nei luoghi simbolo dei cinque paesi: il Museo dei fossili di Besano (dove è stato ricordato il compianto sindaco Arnaldo Colombo, promotore dell'iniziativa), il lungolago di Porto Ceresio, il Palazzo Reale di Clivio, Villa Borromeo a Viggiù e, dulcis in fundo, Colle San Giorgio a Saltrio. E' stato sottolineato come il patrimonio paleontologico - reperti fossili risalenti a 245 milioni di anni fa ed unici al mondo - appartengano a questo territorio ma anche all'umanità intera e debbano essere preservati a favore delle generazioni future. Gli assessori provinciali alla cultura, Francesca Brianza ed all'ambiente, Luca Marsico hanno espresso il loro compiacimento per questo risultato e per le opportunità che si aprono per il territorio, ricordando che la provincia di Varese annovera tra i siti Unesco anche il Sacro Monte, mentre sono candidati Castelseprio e l'Isolino Virginia. A loro 'si è associata la presidente della comunità montana del Piambello, Maria Sole De Medio. Il consigliere regionale Alessandro Alfieri ha invece invitato a lavorare insieme per non perdere l'occasione dei turisti che arriveranno da tutto il mondo per l'Expo 2015. Per la Svizzera sono intervenuti Willy Geiger dell'Ufficio federale per l'ambiente e la presidente della commissione Unesco, Francesca Gemnetti. Alle celebrazioni hanno preso parte anche Bernard Smith dell'Università di Belfast, che ha guidato il team di valutazione e Jiang Dayong dell'Università di Pechino. Il paleontologo Andrea Tintori ed il naturalista Gianluca Danini hanno guidato le visite ai siti paleontologici besanesi di Rio Ponticelli, Piodelle e Sasso Caldo. L'Agenzia del turismo, rappresentata dalla direttrice Paola Della Chiesa, ha realizzato con l'Ente turistico del Mendrisiotto una cartolina del San Giorgio sulla quale ieri in uno stand di Poste Italiane è stato apposto un annullo celebrativo. Impeccabile il servizio svolto dalla Prociv di Viggiù-Clivio e Saltrio e dalla Polizia locale.
LOMBARDIA - San Giorgio, Unesco per sempre. Sul monte dei fossili sono state deposte le cinque targhe che lo riconoscono come patrimonio dell'umanità
Ieri si sono conclusi le celebrazioni per l'iscrizione del Monte San Giorgio nella "World Heritage List" dell'Unesco. Il sito, che comprende il lago Ceresio e il colle San Giorgio, è stato dichiarato patrimonio universale eccezionale a beneficio di tutta l'umanità. Le celebrazioni si sono svolte nei cinque paesi del comprensorio, con la presenza di funzionari del Ministero dei Beni Culturali, sindaci e rappresentanti di enti locali. Il patrimonio paleontologico del sito, che include reperti fossili risalenti a 245 milioni di anni fa, è stato sottolineato come appartenga non solo al territorio ma anche all'umanità intera.
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