Il vescovo di Livorno monsignor Simone Giusti, che è anche architetto, è in prima fila a sostenere la svolta ecologica La Chiesa ha scoperto la green economy. Anzi, ha capito la possibilità di coniugare perfettamente risparmio, cosa utilissima per far quadrare i bilanci di tante parrocchie, e rispetto per l'ambiente. Già qualche anno fa si parlava di un progetto nazionale dal nome in tema, Fiat Lux, con la sala delle grandi udienze papali in Vaticano già ricoperta di tegole fotovoltaiche. Ma ora gli edifici religiosi sono passati direttamente all'azione: complice la crisi e l'aumento spropositato delle bollette, sui tetti di chiese ed oratori si moltiplicano installazioni di pannelli in grado di produrre elettricità non solo per il fabbisogno locale, ma anche per essere reimmessa nella rete nazionale. Il tutto con il sì convinto di autorità religiose come monsignor Simone Giusti, vescovo di Livorno, architetto lui stesso e presidente del Comitato della Cei per i beni culturali ecclesiastici a livello nazionale. Insomma, se in passato c'era già stato un discusso proliferare di antenne, accompagnato da interventi spesso negativi di vescovi e sovrintendenze varie, adesso, oltre all'apparizione di ponti per portare Internet in località non servite da una "banda" adeguata (ne parliamo a parte), il solare diventa un'ancora di salvezza e soprattutto una grande opportunità. Basta pensare, facendo un salto fuori dalla Toscana, che cosa sta accadendo ad esempio in provincia di Mantova dove sette parrocchie si sono addirittura consorziate per creare un impianto da 1.200 kw, una struttura che servirà a sostenere le stesse comunità religiose. Canonica hi-tech. Luce gratis per tutta la chiesa. È questo il risultato raggiunto ad esempio dalla parrocchia di San Benedetto a Livorno, quella con l'edificio che si affaccia su piazza XX Settembre adesso liberata dal Mercatino americano. «Abbiamo realizzato due impianti, uno da 18mila euro e l'altro da 16mila - spiega il diacono Fulvio Falleni -. Uno è appunto sulla canonica, l'altro sopra un ex asilo comunale entrato in possesso della Diocesi. Queste realizzazioni ci permettono non solo di usare l'illuminazione senza spesa, ma anche di usufruire di riscaldamento ed aria condizionata. Il tutto è entrato in funzione nell'autunno scorso e, come accade per questo tipo di impianti, quando l'energia non serve a noi passa direttamente alla rete elettrica con un meccanismo di compensazione sulle bollette». «Pensi - conclude Falleni - che nella chiesa abbiamo ancora un vecchio impianto di riscaldamento a gasolio: visto il risultato del fotovoltaico, vogliamo quindi passare ad un impianto "a radiazione" che ci consentirà ulteriori risparmi e rispetto dell'ambiente». Proprio sul fattore ecologico pone l'accento anche don Gino Franchi, alla guida della parrocchia Seton, anch'essa a Livorno e dedicata alla prima santa di origine statunitense, le cui linee moderne mimetizzano perfettamente la pannellatura hi-tech. «Per adesso il risparmio è relativo perché l'investimento è stato alto - spiega il prelato -, cioè circa 80mila euro. Ci siamo rivolti a Sorgenia per la realizzazione, società che paghiamo in base ai consumi. Ma ripeto, più che un affare vedo un investimento sull'ambiente che dovremmo fare tutti». Un ragionamento su cui si trova d'accordo anche padre Marco, francescano, direttore della scuola materna parrocchiale San Francesco di Piombino. «Noi abbiamo scelto Toscana Energia - spiega - ed abbiamo deciso di investire appunto sull'asilo frequentato da circa 150 bambini. L'investimento (l'impianto è stato realizzato alla fine dell'anno scorso e verrà allacciato alla rete Enel nei prossimi giorni) è stato alto, penso però che sia una cosa importante anche per far quadrare i nostri conti economici». «Se poi si supera il problema del decreto sugli incentivi che scadrà il prossimo 31 maggio con lo sperato rinnovo di questo contributo - commenta Giampaolo Vignoli della Eolo Progetto Sole che ha sedi a Firenze e Capezzano Pianore - penso che veramente le comunità religiose, un target molto importante, potranno avere una notevole redditività da questi investimenti». Il sostegno del vescovo. Entusiasta della corsa al risparmio ecologico, come si diceva prima, anche un uomo di Chiesa davvero particolare: monsignor Giusti, vescovo di Livorno, ma soprattutto architetto e progettista di edifici religiosi, alcuni già realizzati, altri che lo saranno in futuro, in cui l'ecosostenibilità è sempre al primo posto. «La prima cosa a cui dobbiamo prestare attenzione è l'acqua - spiega - ed è per questo che nella chiesa che è stata inaugurata a Cecina ho pensato ad una cisterna per il riciclo dell'acqua piovana, da usare ovviamente non per scopi alimentari, ma per l'irrigazione. L'acqua è infatti un bene troppo prezioso e quindi mi chiedo: perché sprecare quella che arriva dal cielo?». «L'altro aspetto - prosegue - è l'energia solare: l'Italia è ricca di sole ed è una ricchezza che va usata. Purtroppo, il rinnovabile non si sostiene ancora da solo ed occorrono incentivi. Ovvio che se ci saranno guadagni, questi andranno alla Caritas parrocchiale. Ma voglio ricordare che esiste anche l'eolico che non è fatto solo di pale tipo mulino, ma anche di spirali o forme e colori che possono diventare oggetti interessanti. Per questo mi chiedo: perché non pensare ad una riqualificazione urbana che prenda in considerazione anche strutture del genere, magari facendole diventare esempi di moderno design?».
TOSCANA - Che il fotovoltaico sia con te. Pannelli sugli edifici religiosi per far quadrare i bilanci parrocchiali
Il vescovo di Livorno, monsignor Simone Giusti, sostenitore della svolta ecologica, ha promosso l'installazione di pannelli fotovoltaici in edifici religiosi. La Chiesa ha capito la possibilità di coniugare risparmio e rispetto per l'ambiente. A Livorno, la parrocchia di San Benedetto ha realizzato due impianti di fotovoltaico, uno sulla canonica e l'altro su un ex asilo comunale, che producono energia elettrica e la reimmessa nella rete nazionale. Altre parrocchie, come quella di Seton a Livorno e quella di San Francesco di Piombino, stanno seguendo un simile percorso.
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