Ascoli da vivere lancia l'allarme per il degrado del muretto di epoca romana vicino al monumento Ascoli Porta Gemina perde i pezzi. A segnalarlo è l'associazione "Ascoli da Vivere" che con l'iniziativa "SiAmoAscoli" ha appena iniziato la sua opera di monitoraggio per la tutela delle bellezze della nostra città e per difenderle dal degrado. "Volevamo segnalare - afferma il presidente dell'associazione, Giuseppe Cinti - lo stato preoccupante in cui versa il muretto di fianco alla Porta Gemina. Questa porta, ricordiamo, costituiva l'antico ingresso alla città di Ascoli per coloro che giungevano da Roma, percorrendo la strada consolare Salaria. La porta monumentale, che tuttora fa bella mostra di sè nel quartiere di Porta Romana, è costeggiata da un muretto d'epoca romana realizzato con la tecnica dell'opus reticolatum. Il muretto presenta degli evidenti segni di degrado e alcuni blocchetti di travertino sono caduti o sono stati asportati dalla loro sede naturale. In questi giorni abbiamo notato che altri pezzi sono caduti e giacciono sull'asfalto nell'indifferenza dei più. Chiediamo al Comune e alla Soprintendenza di agire in maniera tempestiva affinchè questi reperti non vadano irrimediabilmente persi e, soprattutto, affinchè questa importante testimonianza del passato non vada totalmente distrutta". Altro fatto che in questi giorni sta tenendo banco relativamente all'argomento riqualificazione del centro storico è l'intervento dell'Arengo sul chiostro maggiore di San Francesco. Un'opera complessa che è stata bloccata in attesa di una pronuncia da parte della Soprintendenza. L'architetto Pierluigi Salvati è stato ad Ascoli, ha incontrato l'assessore Claudio Travanti e alcuni tecnici comunali, ha dato alcuni suggerimento e chiesto una relazione tecnica sul metodo di svolgimento dei lavori. Sull'incontro in questione ha così commentato Guido Biondi, consigliere della sezione locale di Italia Nostra: "Letti i commenti apparsi sulla stampa dopo il sopralluogo della Soprintendenza nella persona dell'architetto Salvati, vorremmo precisare alcuni aspetti. Si è affermato che l'incontro stato "positivo e costruttivo". Parole comprensibili e scontate. Qualsiasi incontro sul tema in oggetto dovrebbe sempre portare a chiarimenti positivi vista l'unità di intenti. E' altrettanto vero però che l'architetto Salvati è stato ben chiaro e franco esponendo la posizione della Soprintendenza che ha disposto l'incontro in mancanza del rilascio di una specifica autorizzazione in merito alle informazioni relative alle metodologie tecniche per la realizzazione dei lavori. Non sembra quindi che si sia trattato di un "intervento programmato da tempo" dichiarato più volte sulla stampa. Il problema non si sarebbe posto nel caso fosse stata seguita la normale procedura. D'altra parte, trattandosi di bene tutelato, appare singolare che prima si inizino i lavori poi si attenda una visita da parte della Soprintendenza". "Quanto al cuore del problema - aggiunge Biondi - cioè le metodologie di pulitura finora applicate e da attuare in futuro, Salvati è stato categorico: la macchina idropulitrice non è idonea per la pulizia di elementi in muratura antica in travertino anche se si utilizza il carbonato di magnesio. Nel caso di beni vincolati, inoltre, l'intervento deve essere supervisionato da personale munito di specifici requisiti normativi previsti in tema di tutela dei beni culturali. Quanto sopra, naturalmente, non per polemica, ma solo per i necessari chiarimenti, visto il congiunto scopo di tutti per una migliore salvaguardia dello straordinario patrimonio del centro storico e delle emergenze più significative. Il consigliere di Italia Nostra suggerisce all'assessore Travanti di convocare al più presto le associazioni del comitato antidegrado per studiare un protocollo per la pulitura, efficace ed in tempi rapidi, delle superfici in travertino del centro storico. Documento da sottoporre poi all'attenzione ed all'approvazione della Soprintendenza. pierfrancesco simoni