Le immagini dei primi pilastri ripuliti, unanteprima del restauro che verrà Getti di acqua nebulizzata e colpi di spazzole in nylon hanno rimosso la crosta di sporco Alcune tonalità sono il segno del tempo e dellazione degli uomini nel corso dei secoli In settantanni di emissioni inquinanti, lo smog ha cementato la pozzolana di Roma alle superfici lapidee e agli intonaci, sporcandoli di nero. Fortunatamente, non per sempre. Solo tre mesi di interventi di semplici getti dacqua nebulizzata e di colpi di spazzole in naylon, hanno infatti liberato 14 pilastri dellanfiteatro Flavio dalla crosta nera di sporco che li ricopriva dal Novecento. E offrono adesso, come il tassello di pulitura su un dipinto antico bisognoso di cure, uno squarcio di luce su come sarà il Colosseo quando verranno portati a termine, tra un paio di anni, i restauri che eseguirà la Soprintendenza statale, utilizzando i 25 milioni della sponsorizzazione di Diego Della Valle, sulla quale però la Uil la settimana scorsa ha presentato un esposto alla procura e alla Corte dei Conti. Le ultime analisi scientifiche sul monumento più amato e visitato dItalia lanciano anche un allarme sul carosello di auto che lo assedia (punte di 3.400 macchine lora, secondo i rilevamenti di Legambiente): nel lato in cui il traffico arriva a lambire il Colosso, verso Colle Oppio, la patina nera prodotta dai tubi di scappamento è infatti più densa e spessa rispetto allo strato che si riscontra sul fronte opposto, affacciato sul Foro romano e sullarea pedonalizzata. E insomma un problema culturale e ambientale quello del restauro che attende il Colosseo. Riguarda la salute del simbolo di Roma ma anche quella dei suoi cittadini, dei lavoratori che lo gestiscono e dei 5 milioni di turisti che ogni anno lo visitano. Sotto la patina inquinante è riapparso, a tratti intatto, il tono caldo della pietra romana. Ma spesso anche il colore ocraceo dellossalato di calcio o i residui di combustione della legna bruciata nel Medioevo per portare via le graffe in ferro e bronzo (da qui le migliaia di buchi nel travertino). «E la patina del tempo e non è nostra intenzione rimuoverla, almeno per adesso. Vetustà significa anche venustà. Questo degli ambulacri al secondo ordine è un intervento di pulitura: in un secondo momento si potrà discutere se riportare il travertino al colore originario» spiega Giovanna Bandini, la restauratrice nominata responsabile operativa per questo intervento di pulitura che interessa la zona ora destinata alle mostre, nel cantiere progettato dallarchitetto Piero Meogrossi; funzionari della Soprintendenza archeologica di Roma, i due coordinano e seguono i lavori eseguiti dagli uomini della ditta di restauro Remi srl. Con un budget di 400mila euro, la pietra annerita degli ambulacri è stata sottoposta a "bagni" della durata di 6 ore nel corso delle quali gli operai sono intervenuti a spazzolare via il particellato inquinante prodotto dagli idrocarburi, mentre il restauratore Emiliano Africano si occupava, tra laltro, di accordare cromaticamente la superficie pulita ai giunti di malta messi in opera nellOttocento per rafforzare i pilastri. Sotto la crosta nera, ecco riapparire altri colori: «In alcuni punti abbiamo ritrovato tracce di vernice rossa, forse i segni usati per collocare nei punti esatti i blocchi di travertino in vista dellinaugurazione dell80 dopo Cristo» rivela larcheologa Rossella Rea, direttrice del monumento. «Ma ci sono anche le strisce trasversali color terra, sono i segni stratigrafici del piano di calpestio medievale». Nella nuova tavolozza del Colosseo sono riapparsi anche i toni della campagna romana che ricopriva fino al Settecento le rovine dellarena dei gladiatori.
ROMA - Ocra e rosso al posto del nerofumo ecco il vero colore del Colosseo
Il Colosseo è stato oggetto di un intervento di restauro che ha liberato 14 pilastri dallanfiteatro Flavio dalla crosta nera di sporco prodotta dagli idrocarburi. Il restauro è stato realizzato utilizzando getti d'acqua nebulizzata e colpi di spazzole in nylon, e ha rivelato colori e tonalità che erano stati nascosti dalla patina inquinante. La Soprintendenza statale ha utilizzato i 25 milioni di sponsorizzazione di Diego Della Valle per finanziare il restauro. Tuttavia, la Uil ha presentato un esposto alla procura e alla Corte dei Conti per le spese non autorizzate.
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