Comune La struttura ospiterà uno spazio polifunzionale Auditorium, area espositiva, punto internet e bookshop I tempi sono finalmente maturi. Si attende a breve l'annuncio ufficiale del completamento dei lavori sul palazzo dell'ex Gil di Campobasso. Sono anni che l'edificio è avviato a seguire il destino di tutti gli altri palazzi di epoca fascista concepiti per la «gioventù del littorio» e disseminati in tutta Italia. Quello, cioè, di divenire un contenitore culturale importante per la regione di appartenenza, come avvenuto per l'ex Gil di Trastevere, o per quella di Mestre trasformata in teatro. Gli esempi da fare sarebbero molteplici e la buona notizia è che dopo una lunga attesa, il palazzo situato in pieno centro a Campobasso dovrebbe in tempi veloci realizzare la stessa gloriosa sorte dei suoi «gemelli» italiani. L'ultima scadenza per il completamento del restauro e l'avvio della nuova destinazione era stata fissata proprio per i mesi di marzo-aprile, dopo una serie di vicissitudini dovute al contrasto tra regione e Soprintendenza per i beni architettonici sulla destinazione finale dell'edificio, e ad oggi chiunque passi davanti allo storico palazzo può constatare che in effetti l'ultimazione dei lavori è solo una questione di rifiniture. Dunque pare che stia per vedere la luce un'opera concepita per consentire la salvaguardia del valore storico del monumento. A tal fine, il progetto curato da Regione e Soprintendenza muove dai disegni originari di Domenico Filippone che nel '36 aveva dato vita all'opera e ne interpreta l'architettura alla luce di nuove esigenze distributive, delle normative vigenti, delle tecnologie contemporanee e soprattutto dei rapporti con la città e il tessuto urbano circostante, per adattarla ad una realtà non più paragonabile con quella degli anni in cui fu costruito il manufatto. Tale progetto è stato portato avanti ed ha previsto anche la ricostruzione dei volumi mancanti dell'impianto a «C», destinata a colmare il vuoto creato dalle demolizioni improprie, restituendo unitarietà al complesso. Per quanto riguarda l'interno del Palazzo sono state individuate alcune funzioni direzionali in campo culturale. Inizialmente erano stati previsti anche uffici della Regione, poi questa funzione, vista anche l'individuazione di altri spazi per tale destinazione, è stata abbandonata anche se non si esclude che l'assessorato regionale alla cultura possa essere inserito, insieme alla Fondazione cultura, in tale contesto. Rimane in piedi l'idea di un vasto spazio polifunzionale, di forte flessibilità, che accoglie aree espositive e multimediali, un punto internet, una zona proiezioni con videowall, un'area bookshop, una caffetteria. L'ambizioso progetto ha posto al piano terra la sala Auditorium, che riprende la configurazione originaria del cinema teatro, capace di ospitare circa 200 persone, con posti a sedere. Il collaudo per un'opera così imponente, dal costo di oltre 12 milioni di euro, capace di ospitare mostre anche di livello internazionale, contando su spazi ampi e alti fino a sei metri, è già avvenuto nel 2009. Ora manca solo l'ultimo tassello, poi i molisani potranno riavere a disposizione un edificio di sicuro richiamo per i "turisti dell'arte".