Palermo. L'inchiesta su un presunto giro di mazzette nel fotovoltaico in Sicilia fa registrare il primo degli interrogatori dei cosiddetti «burocrati inavvicinabili». Funzionari e dirigenti regionali, cioè, che sarebbero stati definiti «ossi duri» dall'ingegnere Piergiorgio Ingrassia, dal 2 aprile ai domiciliari. I pm che conducono l'inchiesta, infatti, hanno ascoltato la dottoressa Adele Mormino, ex Sovrintendente ai beni culturali e ambientali della provincia di Palermo. Ingrassia ne ha parlato a proposito dell'impianto fotovoltaico realizzato a Roccamena (Palermo). All'inizio l'iter per realizzare il fotovoltaico nel territorio di Roccamena era stato bloccato dalla Mormino perché ricadeva in un'area sottoposta al vincolo archeologico. Poi, quando la dottoressa Mormino fu assegnata ad altro incarico, l'iter subì un'improvvisa accelerazione. I sostituti Maurizio Agnello, Emanuele Ravaglioli e Sergio De Montis hanno chiesto alla dottoressa Mormino notizie sulla vicenda. Le dichiarazioni dell'ex Sovrintendente saranno comparate con le ammissioni di Ingrassia e con le dichiarazioni rese da Vitrano. Su quello specifico episodio l'avvocato Vincenzo Lo Re, difensore del deputato regionale del Pd, in carcere dall'11 marzo, ha ricordato che il suo assistito «presentò un ricorso al Tar con elevati costi che vennero poi suddivisi con Ingrassia. Malgrado l'esito favorevole del ricorso, la Sovrintendenza decise di ricorrere al Cga ma anche nel secondo grado di giudizio abbiamo avuto ragione». E proprio su questo tema si è dipanato l'interrogatorio della dottoressa Mormino. A breve sarà ascoltata anche la dottoressa Francesca Marcenò, 51 anni, fino a qualche settimana fa al vertice del «Servizio II» dell'assessorato Regionale all'Industria (settore Risorse minerarie ed energetiche). Anch'ella, come la Mormino, è stata definita da Ingrassia un «osso duro», un «funzionario impeccabile e inavvicinabile». Sia Marcenò sia gli altri 7 funzionari dell'assessorato sono stati trasferiti ad altri uffici secondo una rotazione periodica dei dirigenti disposta dalla Giunta regionale. La dottoressa Marcenò dirigeva il primo degli uffici che gestiscono il procedimento unico che termina, dopo 23 passaggi autorizzativi, con il rilascio delle licenze per gli impianti fotovoltaici. Ingrassia ha dichiarato agli inquirenti che la dottoressa Marcenò ha sempre applicato la legge. Da domani comincia l'esame dei documenti acquisiti a Milano dagli investigatori della Squadra mobile mentre altre carte sono state sequestrate a Palermo. 10042011