Al convegno sui centri storici a Palazzo della cultura l'arch. Massimo Carmassi ha teorizzato il recupero di edifici «adattandoli alle esigenze contemporanee, senza snaturali» Modica. La valorizzazione dei centri storici può avvenire attraverso la trasformazione o la conservazione o, ancora, attraverso una rifunzionalizzazione degli edifici? L'argomento si presta a querelle varie, ma al convegno "Architettura contemporanea e centri storici" svoltosi al palazzo della Cultura, nell'ambito della manifestazione "La primavera dell'Architettura", è emersa la necessità di superare posizioni culturali che vedono con pregiudizio qualunque proposta di nuovo intervento nel centro storico, anche se questa va fatta ponderando il contesto urbano e, soprattutto, ove possibile, recuperando gli edifici storici all'insegna della conservazione. Il convegno, organizzato dall'Ordine degli architetti della provincia di Ragusa, dal Focus cultura e dalla fondazione "Arch", col patrocinio del comune di Modica, della Soprintendenza ai Bemi culturali e ambientali e la Fondazione Grimaldi, ha registrato la presenza dell'arch. Massimo Carmassi, docente di Composizione architettonica e urbana dell'Università Iuav di Venezia, di fama internazionale, che ha operato il recupero di importanti edifici e complessi storici italiani, restituendoli al Paese negli antichi splendori originari. «Il tessuto storico delle nostre città - ha detto - è caratterizzato da una serie di stratificazioni dovute ai diversi interventi nel tempo. Nei vari lavori di recupero di edifici antichi sono solito lasciarle sempre in evidenza, in quanto testimoniano il diverso gusto del tempo, ma anche la diversa destinazione del singolo ambiente o dell'intero edificio. Ritengo che la "primavera dell'architettura" possa sussistere attraverso semplici e modesti interventi, ma che siano al contempo precisi e durevoli come lo sono gli edifici antichi. Il contesto nel quale vivono questi edifici è prezioso, per cui lo si può modificare adattandolo alle esigenze contemporanee, ma solo se si interviene professionalmente senza snaturarli». Il Soprintendente ai Beni architettonici e paesaggistici di Ragusa, arch. Alessandro Ferrara, ha sottolineato la presenza di una seria normativa di tutela dei centri storici, che necessita di figure istituzionali e non, che svolgano opera di sorveglianza. «Nessun pregiudizio sull'introduzione di nuove costruzioni nei centri storici - ha detto - ma con criterio, scardinando quei meccanismi scorretti che vedono spesso i primi cittadini non scontentare nessuno e fare ai cittadini concessioni non idonee. Città come Modica e Ragusa Ibla dopo il grande terremoto furono ricostruite in maniera pregevole in tardo barocco, ma altrove è accaduto che degli edifici storici siano stati abbattuti per lasciar posto a degli obbrobri. Chi non denuncia è, se non complice, ignavo». Il convegno, che ha registrato, tra gli altri, gli interventi del prof. Marco Mulazzani, docente di Storia dell'architettura contemporanea a Ferrara, e dell'arch. Giuseppe Cucuzzella, presidente della Consulta Ordini architetti di Sicilia e presidente Ordine architetti di Ragusa, ha quindi approfondito gli aspetti della qualità architettonica degli interventi, delle metodologie da utilizzare per favorire meccanismi di conservazione, trasformazione e riuso che garantiscano un innalzamento delle funzioni urbane e della qualità urbana della struttura dei nuclei centrali. Al termine del convegno l'evento "Tradizione Contemporaneità: proiezioni di architetture" sulla facciata del palazzo della Cultura, con la proiezione di progetti di architettura contemporanea nei centri storici, esempi di rivitalizzazione e riqualificazione di spazi degradati e riportati a nuove funzioni più qualificate. La proiezione sarà visibile fino al 15 aprile dalle 21 alle 24. 10042011
SICILIA - Primavera dell'architettura interventi semplici ma precisi
Al convegno "Architettura contemporanea e centri storici" a Palazzo della cultura, l'arch. Massimo Carmassi ha sottolineato la necessità di recuperare gli edifici storici all'insegna della conservazione, senza snaturali interventi. Il tessuto storico delle nostre città è caratterizzato da stratificazioni dovute ai diversi interventi nel tempo. Il convegno ha registrato la presenza di esperti, tra cui l'arch. Alessandro Ferrara, che ha sottolineato la presenza di normativa di tutela dei centri storici e la necessità di figure istituzionali per sorvegliare gli interventi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo