CASCINA. Il tribunale amministrativo della Regione Toscana ha respinto il ricorso presentato dal parroco di Badia, don Alberto Armellin, contro il Comune di Cascina (difeso dall'avvocato Luigi Bimbi di Pisa) e contro la Soprintendenza ai beni ambientali e architettonici di Pisa. Nel ricorso, tenuto conto dei vincoli paesaggistici istituiti nel complesso della Badia, si chiedeva l'annullamento di una concessione edilizia in sanatoria rilasciata dagli uffici comunali e di tutti gli atti annessi, compreso il provvedimento rilasciato dalla Soprintendenza per dare l'ok al condono edilizio e di conseguenza alla ristrutturazione di un manufatto abusivamente edificato in aderenza ad un bene di proprietà della parrocchia (edificato nel XVIII secolo dall'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano). Ristrutturazione che ha consentito la realizzazione di un'abitazione. Una vicenda finita più volte al centro delle cronache in quanto il parroco riteneva illecita la procedura seguita dal Comune. Così che aveva impugnato la Dia (dichiarazione di inizio attività) presentata dal nuovo proprietario del manufatto al centro del contenzioso, deducendone l'illegittimità, la violazione, tra l'altro, del regolamento edilizio per contrasto con le norme sulle distanze tra pareti finestrate. Il Tar ha considerato improcedibile il ricorso (ritendo infondate le varie contestazioni rilevate nei confronti degli uffici comunali e contestate nel ricorso presentato circa sei anni fa) e ha condannato la parrocchia a pagare le spese di giudizio, circa duemila euro. S.C.