Da Stendhal a Wagner: Scarlini ne ripercorre il viaggio Stendhal, Wagner, Andersen, Lizst. Ma anche intellettuali meno famosi come Ernest Chausson, o Anton Domenico Gabbiani. «Conoscete la primavera di Firenze? Quando sul viale le rose cominciano a germogliare? Quando sui morbidi colli serpeggia il tenero, terso rossore dei frutteti in fiore? Quando primule e gialli narcisi ricoprono d'oro i prati in festa? Oh che bellezza!». Così scriveva in "Dall'Italia" Herman Hesse, che soggiornò nella 'città del giglio' ai primi del Novecento. Lo scrittore tedesco è solo uno dei tanti artisti e letterati a cui la città rimase nel cuore per la bellezza del paesaggio o delle opere d'arte, per la particolare atmosfera che vi si respirava o per gli incontri che si potevano fare. A raccogliere le storie di pittori, scultori, poeti e filosofi che visitarono il capoluogo toscano è il fiorentino Luca Scarlini, saggista, critico e drammaturgo apprezzato in Italia e all'estero, nel volume "Ritratti dimenticati". «Firenze è stato un luogo centrale e insostituibile dei viaggi del Grand Tour dal '700 al '900 - spiega Scarlini - e non si contano le persone che ne hanno tratto ispirazione». Emergono immagini e ritratti molto diversi di Firenze e della Toscana, che rivelano anche vizi e virtù dei protagonisti. Come Oscar Wilde, che visitò la Toscana sulle tracce di Dante; Henry James che abitò al castello di Vincigliata; o Iris Origo, che osserva la statua di Marco Datini a Prato. Molti, come Hesse, furono impressionati dalle meraviglie fiorentine, altri furono spaventati dal caos di un centro cosmopolita («Tram, folla, luci, schioccare di fruste, andiamo via... essa è divenuta una città di stridori!», scriveva nel 1909 il poeta russo Aleksandr Blok). Grande fu anche il fascino esercitato dal centro storico e da luoghi come gli Uffizi, che riuscirono a irretire il musicista Felix Mendelssohn, così come a spaventare il filosofo francese Hippolyte Taine: «che dire di una galleria che contiene milletrecento quadri? Per conto mio, vi rinunzio». David Fiesoli LUCA SCARLINI "Ritratti dimenticati. Profili di scrittori e artisti a Firenze dal mondo", Mauro Pagliai editore, pp. 80, euro 8
Il Grand Tour toccava Firenze ma c'era anche chi scappava
Luca Scarlini ha scritto un libro intitolato "Ritratti dimenticati" in cui racconta le storie di pittori, scultori, poeti e filosofi che hanno visitato Firenze nel corso dei secoli. Il libro esplora il viaggio di artisti e intellettuali famosi e meno noti che hanno trovato ispirazione nella città toscana. Scarlini raccoglie storie di personaggi come Stendhal, Wagner, Andersen, Lizst, Ernest Chausson e Anton Domenico Gabbiani, tra cui anche scrittori e artisti meno conosciuti. Il libro esamina anche le reazioni di questi personaggi alla bellezza di Firenze e alla sua atmosfera unica.
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