ERCOLANO II profilo di un ragazzo proteso verso il traguardo, un attimo prima di scattare in avanti. È l'immagine di rigorosa bellezza - statua del corridore in bronzo, scavi della celebrata Villa dei Papiri - che ieri diventa, durante il convegno «Memoria Continua. Progetto Urban Herculaneum» aperto a Villa Campolieto, il simbolo del primo futuro a portata di mano. Per una città «difficile». Progetto Urban significa investimenti per 64 complessivi milioni di euro suddivisi in 10 progetti. È stato presentato dal sindaco Luisa Bossa, dal governatore Bassolino, con l'Ente Ville Vesuviane e i tecnici impegnati nel disegno dei futuri cantieri. Una programmazione che, sotto il coordinamento della Regione, vede Ercolaiio affiancata ad altre due città: Aversa e Cava de' Tirreni. Il cuore di Urban tocca però, alle falde del vulcano in sonno, la città continuamente sospesa tra istanze di sicurezza primaria e aspirazioni di capitale turistica. Ad Ercolano sono già tracciati dieci interventi che, con Urban, si concentreranno intorno ai 900 metri del Miglio d'Oro, oggi corso Resina, lungo il quale sorgono le ville del 700. Gli stessi fondi serviranno anche a rifondare il centro storico di via Pugliano, famosa già negli anni Settanta per il suo mercato vintage ante-litteram. E in attesa di rinascere, tra degrado e traffici illeciti. Il traguardo cui mira la città? «Fare di questi 900 metri un museo Diffuso», ipotizza il sindaco Bossa. «Vogliamo passare dalla marginalità alla socialità. E facciamo nostre le preoccupazioni di Ciampi. Ma è possibile avere quartieri senza paura. E' un impresa titanica, frustrante: ma appassionata. Noi siamo partiti dalle radici, dalla memoria», invita la tenace prima cittadina, giunta ormai, dopo quasi dieci anni, alla fine del secondo mandato. Destinata a lasciare nelle mani del successore un programma ambizioso. È lei ad aver scelto quel profilo di corridore, su manifesti e brochure, per «lo sguardo di un bianco surreale, per quegli occhi - dirà la Bossa al microfono, voce incrinata - che fissano un approdo desiderato». Come fa Ercolano. Così non esita a lanciare un avvertimento a chi verrà dopo. «La comunità diffidi da quel sindaco che dedicasse scarsa attenzione al nesso tra identità cittadina e memoria storica. Riporterebbe indietro le lancette. Noi abbiamo cercato di tenerli legati. Passato e futuro, bello e brutto». È questo anche il senso di un suggestivo cortometraggio, incentrato su «nove storie minime» proiettato ieri. Nove cittadini: il premiato ristoratore Maurizio tornato da New York alle sue radici ercolanesi; il contadino; il pescatore; il bidello. Urban non è l'unico progetto che, grazie alla Regione, interseca la provincia vesuviana. Sottolinea Bassolino: «Urbane solouno degli strumenti, investiremo ancora 51 milioni di euro per il archeologia, e 50 perii Parco nazionale del Vesuvio, più ulteriori ingenti risorse per i porti. Ad Aversa completeremo la vecchia Alifana saccheggiata da tangentopoli». Il governatore torna poi sul fattore-fiducia. «Quante critiche ho dovuto subire. Mi si accusava di lavorare per l'immagine - tuona Bassolino - Ma il positivo chiama ciò che è positivo: una delle risorse principali immateriali più importanti è la fiducia. Bisogna credere e fare in modo che gli altri credano».