Nel 2002 Sissi vinse il Furla: ero quasi impaurita "I giovani talenti andrebbero sostenuti come le piante che vanno indirizzate verso la luce" «Credo che i premi non siano fondamentali perché ti possono dare il contatto una determinata galleria, ma perché ti fanno crescere nella consapevolezza del tuo lavoro». Sissi, artista che è nata a Bologna e che ha deciso di rimanere qui per lavorare, è stata giovanissima, nel 2002, vincitrice del Premio Furla, selezionata tra colleghi allepoca certamente con più esperienza. Da allora di strada ne ha fatta parecchia, protagonista di tante personali e collettive nei musei italiani e del Padiglione Italia allultima Biennale di Venezia. «Ero giovanissima - racconta lartista - e per me ha significato tanto quel premio, ma non lho vissuto come una scalata ma come una conferma di quello che avevo fatto fino ad allora. E seguendo la mia modalità di operare, in quel momento, ho allontanato le mostre, le gallerie che mi si proponevano. Da una parte ero impaurita e dallaltra non mi sentivo di sostenere un ritmo di produzione che non fosse il mio». Nel corso della sua esperienza Sissi ha maturato diverse esperienze, in Italia e allestero. I premi possono aiutare? «I giovani andrebbero sostenuti come le piante che vanno indirizzate verso la luce - risponde -. Le residenze dartista allestero ti permettono di vedere le cose con occhi diversi. Ma spesso chi le organizza non pensa che questa esperienza possa avere un seguito quando si ritorna a casa. Pensare poi che la tua opera sarà collocata in un museo ti dà una maggiore presa di coscienza, una responsabilità che diventa ancora più interessante». (p. n.)