E Palaia registra il "boom" Oltre 41.700 presenze e 7.245 arrivi. Tanto vale il boom turistico a Palaia che, per la prima volta, sale sul terzo gradino del podio, dopo Pontedera e Casciana Terme, e diventa uno fra i paesi più frequentati della Valdera. La fotografia di un 2010 da incorniciare per il sindaco Alberto Falchi non è fortuna ma «frutto di un buon lavoro di marketing, scelte amministrative, attenzioni specifiche e di un atteggiamento positivo degli operatori del settore». Un appeal che parte da Colleoli e che si dipana in prese di posizione di natura urbanistica «dove l'imperativo - continua il primo cittadino - è sempre stato quello di non svilire il territorio». Con un trionfo del verde e il peso del mattone sapientemente diluito. «Abbiamo deciso di opporci al sovraccarico edilizio delle colline. Abbiamo semmai - entra nel merito Falchi - ristrutturato i vecchi poderi, il patrimonio già esistente. Il nostro intento è quello di lasciare inalterata la campagna. E rientra in questi piani la mirata collocazione dei pannelli fotovoltaici». Non ci sono specchi alla ricerca di energia solare nei campi di Palaia «perché avrebbero potuto svalutare il paesaggio», continua deciso il primo cittadino. «Così come abbiamo optato per la tutela e il mantenimento della viabilità attuale. Il comune di Palaia è costituito da ben 17 frazioni e la riqualificazione di quest'area vasta, estesa ma al tempo stesso poco collegata al suo interno, ha un costo decisamente alto. Se il bilancio non ci permette di rinnovare ogni volta che se ne riscontra la necessità e ci impone un risparmio sui servizi, possiamo però puntare e sopperire con la conservazione. La Rocca e il giardino comunale sono un esempio lampante di quest'opera di recupero capillare». Operazione che piace agli italiani e agli stranieri. A giudicare dalle quasi 35mila presenze di turisti tedeschi ma anche olandesi e francesi e dalle 7mila dei connazionali. «Il settore si sta rafforzando, anno dopo anno - continua l'analisi il sindaco - con dati che ci rendono orgogliosi. Il turismo è un modo per arginare la crisi, per aggirare la difficile contingenza economica. E quando capita di aver già prenotazioni per i mesi estivi, come ci sta succedendo adesso, di poter contare su una crescita concreta delle attività di ristorazione, siamo in grado di guardare con fiducia al domani». P.S.