Grande curiosità ha suscitato a Napoli il ritrovamento - durante i lavori di scavo per la realizzazione della linea "1" della metropolitana - di uno scheletro, probabilmente risalente al VI o VII secolo dopo Cristo. Passanti e turisti si sono assiepati oltre le transenne per scattare foto e osservare i lavori di recupero. Gli esperti della Soprintendenza archeologica però gettano acqua sul fuoco. «Non si tratta di un rinvenimento di particolare pregio», affermano. Di ben altra portata i ritrovamenti di alcuni anni fa in piazza Municipio: due barche di dieci metri ciascuna, che facevano da spola tra le navi da carico ferme in rada e i moli del porto di Neapolis. E una terza, la più grande, da 13 metri e mezzo per oltre tre metri, chiglia larga e prua piatta. La scoperta di ieri è avvenuta nel cantiere aperto tra via Nolana e corso Umberto, dove si stanno realizzando le camere di ventilazione del metrò. Lo scheletro era a circa tre metri di profondità dal livello stradale. Sono perfettamente conservati gli arti inferiori, il bacino e il cranio. Il ritrovamento fa seguito ad altre scoperte avvenute di recente. «La tomba risale al VI, VII secolo - conferma larcheologa Daniela Giampaola che ha diretto gli scavi -, spessissimo troviamo queste sepolture nelle strade che occupano la parte della città antica. Il rinvenimento di questo genere di sepolture è abituale, in tutta la città le abbiamo trovate: a piazza Bovio, a piazza Nicola Amore. Nella mostra dedicata allo scavo archeologico di piazza Bovio, ci sono numerosi reperti di questo genere. La tomba non è di particolare valore, perché non è alla cappuccina, cioé con le tegole messe a doppio spiovente», conclude lesperta. Numerosi sono stati. (p.c.)