Abbiamo dunque scoperto che la Stele di Axum non è ritornata in Etiopia. L'obelisco di Axum è dimenticato in un cortile. Doveva partire in marzo e ancora non si trova un aereo sufficientemente adatto per il viaggio. L'hanno restaurata e poi smontata. Perché? Perché, come alcuni mi dicevano, fosse trasferita da Roma all'aeroporto di Fiumicino per partire per Axum. Non pare che sia proprio all'aeroporto di Fiumicino; sta nel cortile della caserma di polizia di Ponte Galeria. Il governo aveva stanziato, per restituire agli etiopi la Stele, un milione e mezzo di euro. Se per assurdo sul mercato apparisse la Stele, costerebbe molto di meno di quello che serve a riportarla in Etiopia. E per trasportarla, gli unici aerei in grado di sopportale blocchi fino a cento tonnellate sono i Galaxy e i russi Antonov. Hanno scoperto che tutti i Galaxy sono occupati in Irak. L'opera quindi l'hanno smontata ma non può partire. Per affittare sei Antonov occorrono dieci milioni di euro e una volta che si trovasse l'aereo per farla tornare in patria non c'è un aeroporto adatto per atterrare. Possibile che non lo si potesse sapere prima? È stato costruito cinque anni fa, proprio per far tornare l'obelisco, senza ricordare la grandezza dello stesso. L'aeroporto ha difficoltà a far atterrare vettori cioè aerei con peso superiore alle 55 tonnellate quindi nessuno dei tre blocchi (forse uno soltanto) potrebbe arrivare per la grandezza della pista. La pista per atterrare è a 2300 metri sul livello del mare e la rarefazione dell'aria a questa altitudine obbliga gli aerei a scendere più velocemente e questo ha creato molti dubbi. I blocchi non torneranno mai! La Stele è stata smontata, messa in un deposito in attesa di trovare un mezzo per trasportarla che ancora non esiste e non potrà mai sbarcare perché anche lo stesso aeroporto non è e non sarà mai pronto. E una volta arrivata (quando mai arriverà!), devono rimontarla, devono restaurarla e devono metterla in piedi com'era in Italia. Al di là delle motivazioni morali, politiche, etiche di rivendicazione dello spirito etiope, c'è un problema pratico che oggi appare insuperabile.