L'Italia è, nel mondo, il più grande giacimento di beni culturali. Una quota consistente di quei tesori si trova nelle mani degli enti locali. I Comuni sono, infatti, proprietari della maggior parte dei luoghi d'arte. Il 43 dei musei (1.788) è delle amministrazioni comunali, mentre solo il 14 (601) è statale. Così per i teatri il 38, cioè 547, sono comunali e solo il 7 (101) appartengono allo Stato e le biblioteche, 4 803 delle quali (quasi il 17) sono degli enti locali e 48 (lo 0,16) è statale. In molti casi si tratta di realtà "minori", che non possono avere lo stesso richiamo di monumenti come il Colosseo o gli Uffizi. Si tratta, comunque, di siti importanti, soprattutto se come molte amministrazioni stanno facendo si mettono in rete più musei, visitabili con un unico biglietto di ingresso a prezzi convenienti, o si afferma il concetto di distretto culturale, che permette di affiancare all'arte in senso stretto altre bellezze (paesaggistiche e gastronomiche) di un determinato territorio. Tutto questo con immediati effetti sull'economia turistica In questi ultimi anni il turismo culturale ha conosciuto una crescita continua, dimostrata dal numero dei visitatori dei musei. I dati registrano, nel 2000 e nel 2001, un aumento degli appassionati d'arte. Solo nel 2002 c'è stata una flessione, che però è facilmente collegabile alla tragedia americana delle Torri Gemelle. Il visitatore di musei, siti archeologici e mostre ha, inoltre, la caratteristica di essere più disposto a spendere di un turista normale: la spesa media di quest'ultimo è di 67 euro, mentre quella del turista culturale è di 101 euro. A livello mondiale questo dato è confortato dal fatto che il fatturato del turismo culturale è di 20 miliardi di euro, cioè più del 26 del fatturato complessivo del turismo.