Serino. Anfore, brocche e piatti del IV secolo a. C. erano state riposte nel portabagagli dell'auto, occultate in una scatola e protette con cuscini. I reparti archeologici, dall'inestimabile valore, viaggiavano insieme a un cittadino italo-svizzero di 43 anni, già pensionato, che risulta residente nella confederazione elvetica. L'uomo, che era diretto a casa dell'anziano genitore residente a Serino è stato fermato dall'alt dei militari dell'Arma diretti dal maresciallo Michele Liccardi. Quello che si prospettava come un normale controllo ad un posto di blocco si è rivelato subito un fermo dai risvolti clamorosi. All'apertura del cofano, infatti, la curiosità dei carabinieri è stata immediatamente attratta dallo stratagemma attuato per proteggere le cinque anfore in terracotta che, anche all'occhio profano dei militari, sono apparse di sicuro pregio artistico. Il sospetto che potesse trattarsi di materiale archeologico è cresciuto quando il quarantatreenne non ha saputo fornire spiegazioni. E' stato così che, condotto in caserma, è scattato il sequestro di tutta la merce: 5 anfore in terracotta, con pitture in smalto nero raffiguranti figure geometriche e soggetti umani, di altezze comprese tra 16 e 32 cm, un contenitore in terracotta a figure geometriche e umane, una brocca in terracotta a vernice nera, un manufatto in terracotta a forma di uovo, con rappresentazioni umane ed animali, un piatto in terracotta, con immagini di pesci e molluschi, del diametro pari a 37 cm e tre paia di orecchini, di diversa forma e dimensione, in oro grezzo e argento. Dalla perquisizione nell'auto dell'italo-svizzero sono spuntati successivamente dei fogli manoscritti sui quali erano impressi elenchi di nomi, oggetti e prezzi che ora sono al vaglio degli inquirenti. Dall'analisi di questi dati potrebbero venire fuori indicazioni utili per risalire alla provenienza e alla destinazione dei reperti. Prima di procedere alla denuncia, tuttavia, i militari dell'Arma si sono accertati dell'originalità della merce sequestrata chiedendo l'immediato intervento in caserma di alcuni tecnici della Soprintendenza ai beni culturali delle province di Avellino e Salerno. Gli esperti, dopo qualche ora, non hanno tardato ad emettere il loro verdetto catalogando il materiale sequestrato tra i «beni archeologici di rilevante valore storico-artistico-archeologico e verosimilmente risalente al IV secolo avanti Cristo». Poi, a casa del padre hanno rinvenuto un anello in bronzo e 57 monete in bronzo e argento, di diverse forme e dimensioni risalenti all'epoca romana. Tra anfore, brocche e monete, però, è poi spuntata fuori anche una pistola di fabbricazione spagnola, calibro 7,65 e completa di caricatore e 26 proiettili, detenuta dall'anziano padre che l'avrebbe acquistata all'estero ma mai denunciata in Italia. E' stato così che, dopo aver proceduto ai nuovi sequestri, i carabinieri di Serino hanno denunciato padre e figlio per il reato di ricettazione con riferimento al materiale archeologico. Per il genitore la posizione si è aggravata fino all'arresto con l'accusa di detenzione abusiva di armi. Malgrado ciò, alla luce delle sue precarie condizioni fisiche e dell'età avanzata, al pensionato è stato concesso il beneficio degli arresti domiciliari. m. i.
CAMPANIA - Serino. Anfore, brocche e piatti del IV secolo a. C. erano state riposte nel portabagagli dell'auto
Un cittadino italo-svizzero di 43 anni è stato fermato dai militari dell'Arma a Serino per un controllo ad un posto di blocco. All'apertura del portabagagli dell'auto, sono state scoperte 5 anfore in terracotta, un contenitore, una brocca, un manufatto in forma di uovo, un piatto e tre paia di orecchini in oro e argento. I reperti sono stati sequestrati e sono stati chiamati gli esperti della Soprintendenza ai beni culturali. Dopo l'analisi, sono stati catalogati come beni archeologici di rilevante valore storico-artistico-archeologico e risalenti al IV secolo a.C.
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